Da Rubiera a Roma così Iskra canta nel ricordo di Dalla
Prove generali al teatro Herberia per il nuovo album della vocalist che per anni è stata a fianco del grande artista
RUBIERA. Nell'antica Roma si diceva che i nomi sono previsioni di ciò che si vivrà in futuro: è sicuramente il caso di Iskra Menarini, cantante e musicista di lungo corso che per anni è stata apprezzata vocalist del grande Lucio Dalla. Pur essendo nata nel 1946 a San Felice sul Panaro, lei porta un nome russo che significa scintilla: in effetti, da decenni le sue scintille musicali continuano a risplendere con la stessa vivacità nella musica italiana. L'abbiamo incontrata lunedì sera, al Teatro Herberia di Rubiera.
E quindi, Iskra, cosa fa qui all'Herberia?
«Insieme al mio gruppo, sto provando lo spettacolo che porterò in scena venerdì 4 marzo all'Auditorium Parco della Musica di Roma. In pratica, si tratta di una serata dove interpreterò i brani del mio album "Ossigeno". Peraltro tra i protagonisti c'è il musicista e fonico reggiano Lorenzo Confetta: lui ha avuto un ruolo decisivo nello spronarmi a realizzare questo nuovo lavoro».
Come si compone l'album?
«Si tratta di un’autoproduzione, e ci sono sei mie composizioni: inoltre non poteva mancare qualche cover di Lucio Dalla, a 4 anni dalla morte. Credo siano da sottolineare anche le rilevanti collaborazioni: "Ossigeno" si avvale infatti dei contributi artistici di nomi come Renato Zero, Andrea Mingardi, Gianni Morandi, Stefano Di Battista, Sabrina Ferilli, Lino Banfi. Fino ad arrivare persino al Piccolo Coro dell'Antoniano».
Tra i suoi pezzi, qual è quello a cui si sente più legata?
«Direi “Io Madre”, che parla della straordinaria magia data dal far nascere una nuova vita. Del resto io stessa sono madre, e infatti ho voluto dedicare il brano a mio figlio. Chi mi conosce sa che io ho ricevuto i sacramenti appena un mese e mezzo fa, ma questa canzone non ha a che fare strettamente con il culto: è semplicemente un canto d'amore, di gioia, di libertà».
Chi era davvero Lucio Dalla, lei che lo ha conosciuto così da vicino?
«Lo spettacolo si svolge in una data non casuale: come sapete, Lucio era nato il 4 marzo 1943. Oltre a essere geniale e sempre sopra le righe, era persona generosa: non a caso lui mi ha dato l'opportunità di esibirmi in alcuni tra i più rilevanti palcoscenici. Ad esempio, ricordo con piacere quando duettai con Ray Charles al Madison di New York. Sono convinta che Lucio sorriderebbe nel vedermi così emozionata in vista di venerdì. E con la consueta ironia mi direbbe: hai voluto la bicicletta? Adesso pedala».
E’ inevitabile chiederle un commento sul recente Oscar a Ennio Morricone.
«Una vera eccellenza italiana: è un Oscar di cui tutti noi dobbiamo andare fierissimi. In particolare, oltre alle sue creazioni, apprezzo molto che lui dedichi alla moglie ogni successo in termini di premi».
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