Il regista Brockhaus: «E’ onirica la mia Lucia di Lammermoor»
REGGIO EMILIA. Dopo 36 anni -l'ultima rappresentazione risale al 1980 - ritorna al Valli la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. L'opera che chiude la stagione, si basa sul soggetto tratto dal...
REGGIO EMILIA. Dopo 36 anni -l'ultima rappresentazione risale al 1980 - ritorna al Valli la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti. L'opera che chiude la stagione, si basa sul soggetto tratto dal romanzo The Bride of Lammermoor di Sir Walter Scott, pubblicato nel 1819 e il libretto è di Salvatore Cammarano che proprio con questo capolavoro romantico avvia la sua lunga collaborazione col compositore bergamasco. Prima che, il 26 settembre 1835, l'opera andasse in scena al San Carlo di Napoli, il 38enne Donizetti aveva composto 43 opere. Registrandone il successo dopo la prima partenopea, l'autore così scrisse all'editore Ricordi: «Lucia di Lammermoor andò, e permetti che amichevolmente mi vergogni e ti dica la verità. Ha piaciuto e piaciuto assai… per molte volte fui chiamato fuori e ben molte anche i cantanti, ogni pezzo fu ascoltato con religioso silenzio e da spontanei evviva festeggiato».
Lo spettacolo è in scena domani (ore 20) e domenica (ore 15.30) nel cast Fabian Veloz, Gilda Fiume (Lucia), Giuseppe Gipali (Edgardo), Matteo Desole, Enrico Iori, Elena Traversi, Roberto Carli con l'orchestra dell'Emilia Romagna e il Coro della Fondazione Teatro Comunale di Modena, diretti da Stefano Ranzani. Riprende un allestimento, per la regia di Henning Brockhaus, della Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi dedicato al lavoro del geniale scenografo Josef Svoboda, considerato un maestro delle luci e delle illusioni sceniche, fra i primi ad utilizzare la proiezione video in campo operistico. Svoboda aveva immaginato per l'opera di Donizetti scene di notevole suggestione poetica, fedelmente ricostruite da Benito Leonori, già allievo e collaboratore dell'artista boemo. In scena, una grande pergamena stropicciata scorre lungo il muro del palcoscenico, rivelando, nascondendo e riflettendo personaggi e azioni. Il tessuto si dispiega, diventando montagna, nuvole, mare, sudario immaginario che avvolge la follia di Lucia. Rispetto all'edizione originale, il nuovo allestimento prevede nuovi costumi e nuove luci e, inoltre, una regia, dice Brockhaus «meno realistica e più onirica, per rendere appieno il complesso mondo di Lucia. La protagonista ama e vive le sue emozioni con pienezza in un mondo di uomini che vivono in maniera unilaterale, pensando solo alla vendetta e alla brama di potere; Lucia viene condotta alla follia da inganni e giochi politici, ed è una figura ancora attuale e contemporanea».
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