Una mostra dossier per un capolavoro di Antonio Fontanesi
MILANO. Fino al 16 aprile le Gallerie Maspes di Milano ospitano un’esposizione dedicata a una delle opere fondamentali nell’evoluzione di Antonio Fontanesi (1818-1882) e nella storia della pittura...
MILANO. Fino al 16 aprile le Gallerie Maspes di Milano ospitano un’esposizione dedicata a una delle opere fondamentali nell’evoluzione di Antonio Fontanesi (1818-1882) e nella storia della pittura europea di paesaggio del XIX secolo: “Aprile. Sulle rive del lago del Bourget, in Savoia” (1864).
La mostra dossier documenta la genesi di uno dei rari capolavori di Fontanesi ancora in una collezione privata. La Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza per l’occasione mette a disposizione due importanti taccuini di disegni inediti, recentemente donati al museo, e la tela di Fontanesi «Il lago di Lemano» che, insieme al dipinto di collezione privata, “Campagna nel Delfinato” (1863), accompagna il rilevante apparato scientifico della mostra.
Antonio Fontanesi (Reggio Emilia, 23 febbraio 1818 - Torino, 17 aprile 1882) fu il più sensibile dei pittori romantici italiani e uno dei più intimamente partecipi al movimento europeo. Combatté con Garibaldi (1848-1849), e visse tra la Svizzera, Parigi, dove conobbe Corot e Troyon, Londra, Firenze, Torino e Tokyo. I suoi dipinti esposti a Firenze vennero ammirati dai macchiaioli ed acquistati uno dal re Vittorio Emanuele II (“Dopo la pioggia”, ora alla Galleria d’Arte Moderna di Firenze) e l’altro (“La Quiete”) dal Ministero della Pubblica Istruzione che lo destinò alla Civica Galleria d’Arte Moderna di Torino.
Nel 1901 la Biennale di Venezia gli tributò l'omaggio di una grande rassegna di dipinti, mentre in anni più recenti alcune iniziative della Calcografia Nazionale e dei Musei Civici di Reggio Emilia, che hanno anche giustamente rivalutato le sue incisioni, perfette dal punto di vista tecnico e tra le migliori prodotte in Italia nell'Ottocento. Nonostante sia probabilmente uno dei più grandi pittori italiani dell' 800, è rimasto a lungo sconosciuto al grande pubblico ed è stato poco considerato dalla critica, tranne l'interessamento di alcuni grandi artisti come Carlo Carrà. Di temperamento romantico, nei suoi paesaggi, ricchi di notazioni intimiste e caratterizzati da un'atmosfera malinconica, espresse una straordinaria capacità evocativa, influenzata dalla conoscenza diretta delle opere dei Barbizonniers da una parte e di Constable e di Turner dall'altra.
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