Pagni porta De Filippo sul palco dell’Asioli
Oggi e domani (ore 21) il celebre “Il sindaco del Rione Sanità”
CORREGGIO. Scritta e rappresentata nel 1960, “Il sindaco del Rione Sanità” è una commedia che lo stesso Eduardo De Filippo amava definire «simbolica e non realistica», una commedia che «affonda le proprie radici nella realtà, ma poi si sgancia da essa, si divinizza, per dare una precisa indicazione alla giustizia», perché «Don Antonio è qualcosa di assai diverso da quel capo camorra che all’inizio sembrerebbe che fosse: egli è un visionario che cerca di ristabilire nel mondo un ordine andato fuori sesto».
La commedia oggi e domani (ore 21) sarà rappresentata al Teatro Asioli di Correggio, nell’allestimento di Stabile di Genova e Stabile di Napoli, diretto da Marco Sciaccaluga. Nei panni di don Antonio Barracano il maestro Eros Pagni, la cui superba interpretazione è stata premiata con La Maschera del Teatro 2015.
Lo spettacolo ha debuttato a giugno scorso al Napoli teatro Festival e, proprio al termine delle celebrazioni per il trentennale della morte di De Filippo, è stato rappresentato anche al teatro Quirino, dove l’opera originale debuttò nel 1960. Una rappresentazione che ha superato grandemente la sfida di portare a Napoli un testo di De Filippo interpretato da un non napoletano.
L’azione si svolge per i primi due atti nella residenza di campagna di Don Antonio Barracano e nel terzo nella sua casa di città, al Rione Sanità. In entrambi i luoghi, Don Antonio esercita, con il trentennale appoggio del sempre più disincantato dottor Fabio Della Ragione, la sua personale idea della legge. Fa estrarre pallottole e ricucire ferite dal corpo di giovanotti troppo animosi; concede “udienze” giornaliere a chi si rivolge a lui per avere giustizia e protezione.
Lo spettatore fa così la conoscenza di una curiosa fauna umana, composta da piccoli delinquenti, usurai e bottegai poco accorti. Per tutti Don Antonio ha la soluzione giusta. Ma quando davanti a lui si presentano Rafiluccio e Rituccia, sua compagna in avanzato stato di gravidanza, le cose si complicano. Rafiluccio, infatti, non chiede aiuto o protezione, vuole solo comunicargli che ucciderà suo padre, Arturo Santaniello, ricco panettiere, che lo ha diseredato e cacciato di casa, non riconoscendolo più come figlio.
Prima di dare il suo parere, Don Antonio vuole però sentire “l’altra campana” e convoca pertanto il padre, al quale dapprima confida la storia vera del suo primo delitto contro i soprusi di un arrogante prepotente, invitandolo poi a riconciliarsi con il figlio. Ma il panettiere rifiuta e lo invita di fatto a farsi gli affari suoi, dando così inizio a un tragico precipitare degli eventi.
Dice il regista Marco Sciaccaluga: «Il sindaco del Rione Sanità è una commedia complessa che mescola comico e tragico, realismo e simbolismo (anche cristologico). Un testo abitato da un protagonista, Antonio Barracano, fondamentalmente ambiguo, essendo egli insieme un capo camorra e un idealista, una sorta di Robin Hood degli ignoranti; un personaggio la cui grandezza sta proprio nella capacità di mescolare il male e il bene, il positivo e il negativo, l’alto e il basso. È in questo senso che l’ho messo in scena come uno dei testi più shakespeariani di Eduardo. A me non sembra che Il sindaco del Rione Sanità sia tanto una commedia radicata in una ideologia, quanto una tragedia le cui autentiche radici affondano nell’esistenza umana».
Biglietti: euro 25/22/17. Info: 0522 63.78.13.
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