"Come un cane..." cronache dalla futura preistoria
Reggio Emilia, sul palcoscenico del Piccolo Orologio va in scena una pièce ispirata al romanzo di Jack London "La peste scarlatta" che ci presenta un'umanità sconvolta da un'epidemia
REGGIO EMILIA Ispirato al romanzo di fantascienza "La peste scarlatta" che Jack London scrisse nel 1912, al Piccolo Orologio di via Massenet va in scena "Come il cane sono anch'io un animale socievole", creazione collettiva di Emanuele Aldrovandi, Luca Cattani, Cecilia Di Donato, Marco Maccieri, Marco Merzi, Massimo Navone, Angela Ruozzi, su un progetto di spettacolo di Massimo Navone (venerdì 11 e sabato 12 marzo alle ore 21 e domenica 13 alle ore 17. In replica dal 18 al 20 marzo con gli stessi orari. Biglietti 14 e 12 euro).
Il romanzo di London è uno dei primi esempi di narrativa post-apocalittica. Ambientata nel 2070, la storia narra le conseguenze devastanti di un’epidemia di proporzioni mondiali che nel 2013 ha sterminato l’umanità, facendo regredire in breve tempo le condizioni di vita dei pochissimi sopravvissuti sul pianeta ad uno stadio semiprimitivo.
Dopo aver sperimentato la condizione della solitudine assoluta e la paura di essere rimasti soli al mondo, gli scampati che riescono ad incontrarsi si aggregano in piccole tribù ma, essendo incapaci di servirsi della tecnologia, delle macchine e degli strumenti della precedente "civiltà", sono costretti a riscoprire come sopravvivere in un mondo in cui la natura ha ripreso con prepotenza il sopravvento sui resti di città e strade ormai abbandonate da decenni. Il protagonista della vicenda è un vecchio professore di storia che cerca di raccontare ai suoi giovani nipoti "neoselvaggi" l’epopea tragica di cui è forse uno degli ultimi testimoni viventi.
Ma i ragazzi stentano a seguirlo. Il suo linguaggio colto e ricco di vocaboli suona loro bizzarro e spesso incomprensibile, abituati come sono ad una comunicazione elementare, esclusivamente funzionale alle necessità fondamentali della sopravvivenza quotidiana.
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