"Parole di vetro", lo spettacolo sul desiderio a L'Altro Teatro
La pièce della compagnia reggiana Otto&TreQuarti in scena sabato 12 marzo (ore 21) e domenica 13 (ore 21) a Cadelbosco Sopra
CADELBOSCO SOPRA. Un foglio bianco e un’irrefrenabile voglia di sperimentare, spingendosi oltre la siepe della convenzione e del già visto. È nato così “Parole di vetro”, il nuovo spettacolo della giovane compagnia reggiana Otto&TreQuarti che, dal 2013, ha già messo in scena “Ti fidi di me” e “Le belve”. «L’idea del progetto – racconta il regista Silvio Crispino – è nata circa un anno fa dal desiderio di metterci ulteriormente in gioco e passare quindi dalla rielaborazione di testi noti a una pièce inedita, la cui tecnica di base fosse la creazione collettiva dello spettacolo, in modo che ognuno diventasse, oltre che interprete, anche autore del proprio personaggio. Siamo quindi partiti da un foglio bianco, intrecciando le storie di nove personaggi nati dalla nostra pura fantasia, ottenendo così un canovaccio da cui è stato successivamente sviluppato lo spettacolo».
Di che cosa parla “Parole di vetro”?
«Del desiderio. Addentrandosi nell’animo umano, lo spettacolo cerca di dare risposta a una semplice domanda, con la quale tutti noi almeno una volta ci siamo dovuti confrontare, ovvero “Che cosa è giusto desiderare?”. Al centro stanno le storie di Rachele e Anna, le cui vite si sono intrecciate nella ricerca del desiderio che le accomuna: poter partire per raggiungere un luogo di pace e senza memoria, dove il loro passato non possa più raggiungerle».
Come mai questo titolo?
«Il particolare uso delle parole è un elemento ricorrente all’interno dello spettacolo, tanto che arriverà ad evocare le scene, come un fil rouge, facendo trasparire le fragilità e la forza dei personaggi. Da qui, “Parole di Vetro”».
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È molto diverso dall’ultimo spettacolo che avete messo in scena, “Le belve”?
«Sì, è diverso in tutto: dalla struttura, ai temi, alla regia. L’anno scorso, con “Le Belve, un patto onesto”, ci siamo confrontati con il valore dell’onestà e il conflitto che questa ha con i sentimenti, chiedendoci fino a che punto fosse giusto sacrificarsi per gli altri e scendere a compromessi. La regia aveva allora uno stile fiabesco, mentre in “Parole di vetro” siamo tornati a un contesto contemporaneo, lavorando sulla sottile linea che divide la realtà dall’immaginazione».
Quanto avete lavorato allo spettacolo?
«Abbiamo iniziato in giugno sul canovaccio, e dall’autunno ci siamo concentrati sulle prove e su tutti gli aspetti legati alla messa in scena dell’opera (costumi, scenografia, trucchi, musica)».
Come vi suddividete il lavoro?
«Generalmente ci dividiamo in gruppi, in modo che ciascuno abbia il proprio ambito, ma sempre confrontandoci tutti insieme. Questa metodologia di lavoro comporta un impegno continuo di diverse ore a settimana, e quindi molte energie».
Com’è fare teatro a Reggio Emilia? Quali sono le maggiori difficoltà?
«La città di Reggio Emilia e i comuni della provincia offrono delle opportunità di crescita, formazione e spazi in cui operare. C’è da dire, però, che i tagli ai fondi per l’arte sono in aumento, come nel resto d’Italia, e questo comporta difficoltà nel portare avanti attività di ricerca e scoperta di giovani realtà come la nostra, che sono semplici ma desiderose di mettersi in gioco e, soprattutto, guidate dalla pura passione dell’arte e del teatro».
C’è poca possibilità di farsi conoscere, dunque?
«Sì, ma un’attività di ricerca permetterebbe di semplificare il primo passo, che è sempre il più complesso, ovvero l’incontro con le istituzioni».
A quando il debutto di “Parole di vetro”?
«Sabato 12 marzo alle 21 e domenica 13 alle 17 a “L’altro teatro” di Cadelbosco sopra. Abbiamo già fissato altre date, sia nella corrente stagione sia nella prossima, anche fuori dalla provincia di Reggio Emilia».
INFO E PRENOTAZIONI. La compagnia Otto&TreQuarti nasce nel 2013 da un gruppo di attori provenienti da formazioni teatrali diverse, che lungo il percorso, hanno affinato una tecnica comune condividendo le proprie conoscenze. Si tratta di Marianna Calia, Rosaria Cuomo, Fabio De Simone, Alessandro Ferretti, Alessandro Guidetti, Michela Levi, Debora Pastori, Antonella Prencipe, Gianni Traldi, il regista Silvio Crispino, la scenografa Rossella Palladini e il tecnico delle luci Gionatan Mangiarotti. Le musiche di “Parole di vetro” sono a cura di Riccardo Bursi e Laura Antonioli.
Lo spettacolo andrà in scena sabato 12 marzo alle 21 e domenica 13 alle 17 a “L’altro teatro” di Cadelbosco sopra. Per informazioni e prenotazioni: teatrobarrique@gmail.com, 340-1002398. Ingresso 10 euro.
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