Accademia Bizantina e Dantone in scena per L’Arte della Fuga
REGGIO EMILIA. La tradizionale serata bachiana da sempre nel cartellone della concertistica prevede per stasera (ore 20.30 teatro Romolo Valli) l’esecuzione dell’Arte della Fuga: ultimo ed incompleto...
REGGIO EMILIA. La tradizionale serata bachiana da sempre nel cartellone della concertistica prevede per stasera (ore 20.30 teatro Romolo Valli) l’esecuzione dell’Arte della Fuga: ultimo ed incompleto capolavoro lasciato dal grande Kantor, da parte dei musicisti dell’Accademia Bizantina diretta da Ottavio Dantone: musicista conosciuto dal pubblico reggiano, che ha avuto modo di apprezzarlo in molte occasioni.
L'Arte della Fuga fu composta tra il 1749 e il 1750 su un unico tema e comprende, per la parte ritenuta autentica, quindici fughe e quattro canoni e costituenti un culmine di virtuosismo polifonico, forse concepito non tanto per l'esecuzione quanto per lo studio approfondito e dettagliato della forma musicale. Sin da quando è esplosa la Bach-Renaissance nel secolo scorso musicologi ed esecutori hanno cercato di capire e interpretare ognuno a suo modo questo lavoro al quale Bach non ha potuto dare un assetto definitivo per la cecità che lo aveva colpito. Per questa ragione L'Arte della Fuga è stata sottoposta a varie rielaborazioni, sia per orchestra da camera, con o senza fiati, sia per quartetto d'archi, oppure per due pianoforti, per organo, o ancora per uno, due o tre clavicembali, allo scopo di offrire una chiave di lettura diversa, ma ugualmente significativa ai fini della caratterizzazione di un tipo di musica in cui dottrina e arte confluiscono in una visione trascendentale della vita.
Come puro pensiero costruttivo sonoro, L’Arte della Fuga non ha ricevuto da Bach alcuna indicazione di destinazione strumentale: toccherà ai musicisti dell’Accademia Bizantina (Alessandro Tampieri, Ana Liz Ojeda, violini; Diego Mecca, viola; Mauro Valli, violoncello; Stefano Demicheli, organo) guidati da Ottavio Dantone - nella doppia veste di direttore e clavicembalista - rivestire di colori l’immenso edificio contrappuntistico, gli intrecci spesso racchiusi da formule matematiche, eppure così ispirate.
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