Gazzetta di Reggio

SAN FAUSTINO DI RUBIERA

Haydn nelle corde del Quartetto Mitja

Haydn nelle corde del Quartetto Mitja

“Le sette ultime parole di Cristo” con la voce dell’attrice Pazzaglia

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RUBIERA. Un imperdibile appuntamento musicale viene offerto in questi giorni precedenti alla Pasqua dall’associazione Amici del Quartetto “Guido Borciani” che stasera alle 21 nella Pieve di San Faustino, con replica domani nella chiesa di S. Filippo a Reggio Emilia, hanno invitato il Quartetto Mitja, con l’attrice reggiana Laura Pazzaglia (voce recitante), per eseguire di Haydn Le sette ultime parole di Cristo sulla croce: sette sonate più il “terremoto” finale, incentrate sulle Parole dette da Gesù prima di spirare sulla croce: composizione frutto di una commissione del 1785, da parte del marchese di Valdes-Inigo, canonico della Chiesa del Rosario a Cadice (Spagna).

Haydn doveva realizzare un brano strumentale da eseguire il Venerdì Santo all’interno della cripta Santa Cueva.. Fu volontà del committente che l’opera dovesse consistere in un'introduzione, adagio e maestoso e una conclusione, presto e con tutta forza (il terremoto che sconvolse il Calvario, secondo il Vangelo di Matteo). Tali musiche incorniciano appunto le parole di Gesù: Pater, dimitte illis, quia nesciunt quid faciunt, Hodie mecum eris in Paradiso, Mulier, ecce filius tuus, Deus meus, Deus meus, utquid derilinquisti me?, Sitio, Consummatum est, In manus tuas, Domine, commendo spiritum meum.

Parole dolenti, pronunciate dal Figlio di Dio che sacrifica in modo cruento la vita per la salvezza dell’uomo; parole intime e struggenti, che Haydn trasfigura in musica, al punto da volere che fossero scritte sotto la parte del primo violino, perché gli esecutori potessero vivere più intensamente le note che stavano suonando. Note che non si concludono con la morte, ma che proseguono vorticosamente verso un finale luminoso, prefigurazione della vittoria di Cristo sulla morte, la Resurrezione. Non a caso Haydn inizia il Terremoto in Do minore e lo conclude in tonalità maggiore, rimarcando così lo stretto legame con il testo evangelico. Vincendo la morte, Cristo ha sconfitto definitivamente le tenebre: la musica riesce a cogliere pienamente la trascendenza di questo mistero, incedendo lentamente, dolorosamente, verso la luce. Durante la pubblicazione della partitura orchestrale per Artaria, Haydn nella primavera del 1787 ricavò un’edizione per quartetto d’archi che è la base della presente esecuzione da parte del Quartetto Mitja formato da Giorgiana Strazzullo e Sergio Martinoli (violini), Carmine Caniani (viola) e Alessandro Mazzacane (violoncello). La formazione è nata nel 2008.

L’ingresso è libero. Per altre info e prenotazioni telefonare al 348 4419400. (g.b.)

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