Gazzetta di Reggio

TEATRO VALLI

Alice non c’è (malata) ma ci pensa Battiato a “stregare” la platea

di Ambra Prati
Alice non c’è (malata) ma ci pensa Battiato a “stregare” la platea

REGGIO EMILIA. Doveva essere una reunion per far rivivere i tempi (anni ’80) del sodalizio Alice & Battiato, giovani come li ritrae la locandina del tour, prima che le loro strade si separassero,...

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REGGIO EMILIA. Doveva essere una reunion per far rivivere i tempi (anni ’80) del sodalizio Alice & Battiato, giovani come li ritrae la locandina del tour, prima che le loro strade si separassero, lui proseguendo da Catania nel suo pop zeppo di citazioni colte, lei percorrendo musica sperimentale in quel di Berlino. Invece, a poche ore dall’inizio del concerto, Alice ha dato forfait perché colpita da una forma influenzale: l’organizzazione ha dato la possibilità, per chi lo desiderava, di farsi rimborsare il biglietto, ma ad esercitare questa opzione è stata una minoranza e quando il sipario si è alzato il Valli era stipato. Battiato (71 anni appena compiuti e il raffreddore, ha retto benissimo le quasi due ore di esibizione), si è quindi ritrovato da solo a reggere lo spettacolo, seduto con le immancabili cuffie (si è alzato solo per “La cura” e il medley finale); ha risolto la serata rivoluzionando la scaletta e attingendo dal suo repertorio sconfinato. Un “best of” (lo scorso anno è uscito il cofanetto celebrativo di oltre 40 anni di carriera) a prova di errore, una carrellata dei suoi brani più celebri, esaltati dai venti musicisti dell’Ensemble Symphony Orchestra: dall’incipit con L’era del cinghiale bianco, rockettara quanto basta con i tre chitarristi scatenati, a E ti vengo a cercare, L’ombra della luce, No time, no space, Povera patria in versione unplugged, La stagione dell’amore, Centro di gravità permanente, Le meccaniche celesti, Summer on a solitary beach, Cuccurucucù Paloma. Rare le incursioni negli anni più recenti (Lo spirito degli abissi e Le nostre anime, dall’ultimo album), riproposte canzoni non sue ma cui è affezionato (Te lo leggo negli occhi, La chanson des vieux amants di Jacques Brel e Stranizza d’amuri nel bis), chiusura classica con L’animale, unico brano legato ad Alice - mai nominata - La prospettiva Nevskij. Uno spettacolo privo di sorprese, per chi ha ascoltato il maestro dal vivo più volte, ma sempre di livello altissimo; e il pubblico reggiano ha apprezzato battendo le mani e cantando a squarciagola. «Vi ringrazio davvero per come siete stati oggi», si è inchinato Battiato.

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