In scena “L’amico Fritz” con i giovani cantanti del concorso Barbieri
CASALGRANDE. Al teatro comunale Fabrizio De Andrè, domani sera alle ore 21 va in scena “L'amico Fritz” opera in tre atti del compositore livornese Pietro Mascagni. Scene e costumi Mariella...
CASALGRANDE. Al teatro comunale Fabrizio De Andrè, domani sera alle ore 21 va in scena “L'amico Fritz” opera in tre atti del compositore livornese Pietro Mascagni. Scene e costumi Mariella Simonazzi, regia Ugo Bedeschi, direttore il maestro Paolo Barbacini. Biglietti d’ingresso: 25 euro intero e 23 euro ridotto.
Il cast è composto dai giovani vincitori del VII concorso internazionale di canto dedicato al tenore Claudio Barbieri. Personaggi e interpreti: Suzel (Giada Bruni) Fritz Kobus (Juan Pablo Duprè), Beppe (Giada Frasconi), David (Zhao Denghui), Federico (Matteo Corati), Hanezò (Lorenzo Malagola Barbieri), Caterina (Elisa Esposito). Direttore Paolo Barbacini; scene e costumi Mariella Simonazzi; regia Ugo Bedeschi e Christine Hucke. Orchestra Giuseppe Verdi di Parma, Coro Estense diretto dal maestro Luigi Pagliarini. Informazioni e prenotazioni telefoni 0522 1880040, 334 2555352.
Dopo lo strepitoso successo ottenuto nel 1890 con Cavalleria Rusticana (che con Pagliacci di Ruggero Leoncavallo, del 1892, diede il via alla cosiddetta opera verista), Pietro Mascagni andò alla ricerca di un soggetto leggero e sentimentale, trovandolo in un romanzo francese molto popolare nella seconda metà dell’Ottocento, L’Ami Fritz, di Erckmann-Chatrian. L’Amico Fritz ebbe la prima rappresentazione al teatro Costanzi di Roma il 31 ottobre 1891, diventando uno spartito molto amato dai tenori, fra cui Ferruccio Tagliavini, che incise l’opera insieme con la moglie, il soprano Pia Tassinari, diretti dall’autore stesso.
Il libretto narra di un ricco e giovane scapolo, Fritz, avverso al matrimonio, il quale scommette con l’amico rabbino David che non si sposerà mai. Posta della scommessa sarà una sua bella vigna … “Mai dire mai”: egli verrà infatti conquistato dalla grazia spontanea di Suzel, la figlia del suo fattore. David come dono di nozze lascerà alla sposa la vigna vinta con la scommessa. La scena più famosa dell’opera è quella in cui la fanciulla offre a Fritz, venuto a visitare il proprio podere, le ciliegie appena maturate, fresche e umide di brina; la primavera che si rinnova turba il cuore del giovanotto, che comincia a sentire i primi palpiti d’amore: è il brano che va sotto il nome di “duetto delle ciliegie”. Una notizia di cronaca risalente alla fine degli anni ’30 del Novecento: David non veniva definito “rabbino”, ma semplicemente “dottore”, a causa delle leggi razziali fasciste entrate in vigore nel 1938.
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