Gazzetta di Reggio

Dedicato ad Abbado La sua arte in un libro

di Giulia Bassi
Dedicato ad Abbado La sua arte in un libro

La testimonianza di Fasolo, direttore del Concorso Borciani

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REGGIO EMILIA. Con l'eloquente titolo di “Ascoltare il silenzio” è uscito recentemente un libro piuttosto corposo (332 pagine) a cura di Gastón Fournier-Facio, (edizione il Saggiatore) in cui si sviscerano i vari aspetti artistici ed umani della figura di Claudio Abbado, scomparso nel gennaio di due anni fa.

Formato da interventi critici, interviste e commossi ricordi, si avvale di svariati contributi e tra gli altri, quello di Lorenzo Fasolo, che a Reggio cura il Concorso per quartetto d'archi “Paolo Borciani” ed il Festival del Quartetto, manifestazione quest’ultima che si terrà come di consueto all'inizio di giugno.

Dalla fine degli anni '80 fino al 2005 Fasolo collabora con Abbado presso il Teatro Comunale di Ferrara, assumendo anche la direzione artistica di Ferrara Musica. Alla luce di questa particolare collaborazione con il Maestro, Fasolo nel libro tratta del periodo d'attività del direttore in Italia dopo gli anni della Scala, dal 1989 al 2013.

Procede nella narrazione con una esemplare lucidità, facendo emergere i fatti avvinghiati ad una riflessione che apre sulle ragioni profonde per le quali Abbado ha compiuto determinate scelte, a partire dai programmi, dai progetti tematici interdisciplinari e delle opere dirette a Ferrara: “Il viaggio a Reims”, quindi “Il Barbiere di Siviglia” (in scena anche nella nostra città), poi “Don Giovanni”, “Falstaff”, “Simon Boccanegra” e “Così fan tutte” (al Valli nel 2004).

Con disinvoltura si aggira tra i meandri di una storia densa che comprende la fondazione delle varie orchestre, anteponendo con cura considerazioni sul significato di quei gesti.

Le situazioni particolari sono inserite in un quadro sintetico dentro il quale risulta sempre comprensibile la modalità unica di fare musica del Maestro che Fasolo mette in luce con efficacia già dalle prime righe come un indispensabile preambolo.

A seguire, un concetto che nelle pagine ritorna declinato sempre in maniera diversa con il quale mette in rilievo la profonda costanza di Abbado nel lavorare in modo progettuale, evitando qualsiasi segnale di routine.

Lo sforzo pienamente riuscito di trarre delle conclusioni e di astrarle in un ragionamento generale più ampio, restituiscono veramente la corretta dimensione di un musicista che non ha l'eguali.

In questo senso si inseriscono le pagine dedicate al legame privilegiato che Abbado ha avuto con la nostra città alla quale «ha consegnato i suoi due ultimi fondamentali lasciti interpretativi: “Die Zauberflöte” ed il “Fidelio”».

Nell'illustrare il rapporto con Reggio parte da lontano, da Musica /Realtà e dall'apertura alla musica contemporanea.

E così quelle opere, diventate importanti coproduzioni internazionali, sono diventate il coronamento di un rapporto "lungo e particolare".

Significativa e degna di essere ricordata (forse ciò non è stato mai detto) la puntualizzazione legata al nostro Flauto la cui incisione, avvenuta al Comunale di Modena, è stata scelta nel 2014 dalla rivista Bbc Music Magazine come la migliore di tutti i tempi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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