Gli enigmi di Michele Davoli in mostra da oggi all’Aylanto
REGGIO EMILIA. Da Vasilij Kandisnski a Joan Miró passando da Paul Klee. Nomi altisonanti da leggere come semplici tracce. Artisti di razza da considerare alla stregua di silenziosi mantra. Maitre à...
REGGIO EMILIA. Da Vasilij Kandisnski a Joan Miró passando da Paul Klee. Nomi altisonanti da leggere come semplici tracce. Artisti di razza da considerare alla stregua di silenziosi mantra. Maitre à penser sì, ma che non siano troppo ingombranti. Perché l’arte di Michele Davoli, sorprendente ed enigmatica, accattivante e mai banale, rifugge dalle definizioni e mal si presta ad essere incartata ed etichettata una volta per sempre.
Dopo la prima personale, l’autunno scorso all’Art Studio 22, Michele Davoli, reggiano doc, di professione medico chirurgo (ma va da sè dai molteplici talenti) inaugura oggi pomeriggio alle 18 la sua seconda personale all’Aylanto Ristogallery, in via San Girolamo 2. “Mento sulla mia realtà” è il titolo dell’esposizione curata da Monica Lazzaretti: nuove domande, diverse sollecitazioni, altri segreti, ulteriori doni che la creatività indomabile di Davoli porge a chi desidera guardare oltre. Pennellate di colore nel quale immergersi come a cercare paesi e città, ma anche luoghi del cuore, in un atlante appassionante e surreale. Figure simboliche, ma mai a senso unico, che in un continuo divenire sembrano suggerirti la risposta che volevi per poi, con un inatteso sberleffo, privarti di quell’unica salvifica illusione.
«Parlando con lui - spiega la curatrice presentando la mostra - mi diceva: “Monica, non capisco il significato delle mie opere, spesso le modifico, le riprendo dopo giorni e creo una nuova realtà”. Risposi: “E’ giusto così”». «Perché la pittura - prosegue Monica Lazzaretti - contiene sempre un segreto che spesso anche l’artista non riesce a svelare. La pittura detesta la mediocrità e richiede di deporre la maschera perché è la pittura che ti guarda e ti fa la guardia, invece di essere guardata. Ancora una volta la risposta è in noi. Ciò che conta è ritrovare l’emozione di un attimo attraverso un solo istante. Solo l’arte può regalare questa verità». O, per dirlo con le parole di Paul Klee: “Dietro la varietà delle interpretazioni c’è un ultimo segreto e la luce dell’intelletto si spegne miseramente”.
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