Gazzetta di Reggio

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Il docu-film sui violini di Santa Vittoria

REGGIO EMILIA. Domenica il circolo Arci Pigal di via Petrella (vicino stadio Tricolore-Mapei) ospita alle 20.30 la proiezione del docu - film “Denominazione di origine popolare – L'incredibile...

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REGGIO EMILIA. Domenica il circolo Arci Pigal di via Petrella (vicino stadio Tricolore-Mapei) ospita alle 20.30 la proiezione del docu - film “Denominazione di origine popolare – L'incredibile storia dei violini di Santa Vittoria” del regista Nico Guidetti. La serata è promossa dalla Cooperativa Case Popolari di Mancasale e Coviolo, Anpi e Pigal. Leggenda vuole che a Santa Vittoria di Gualtieri, in quella fetta della Bassa reggiana che si affaccia sul Po, a fine Ottocento, su circa 500 abitanti esistessero più di 10 orchestre da ballo. Il che suona strano se pensiamo che allora quasi tutti gli abitanti di quel paese erano poveri braccianti costretti a una vita di stenti e fatiche, a inseguire i lavori agricoli al ritmo delle stagioni, o spesso a emigrare lontano per non morire di fame. In realtà, la musica ha da sempre accompagnato le fatiche degli uomini più poveri. E il violino, strumento popolare per eccellenza, era diffuso nelle campagne da sempre. Ma la particolarità dei braccianti di Santa Vittoria è che a un certo punto molti di loro capirono che suonare poteva essere non solo uno svago, per dimenticare le fatiche della giornata, ma un vero e proprio mestiere con il quale riscattarsi e conquistare finalmente la libertà. Il film, sulle note di un zavattiniano realismo magico, si muove dunque non solo tra verità e leggenda, ma anche tra passato e presente.

Sì, perché l’avventura dei Violini di Santa Vittoria non si è esaurita a metà del secolo scorso, ma rivive ancora oggi con il gruppo Denominazione di Origine Popolare.

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