Gazzetta di Reggio

Disegni storici reggiani alla Biennale di Rimini

Disegni storici reggiani alla Biennale di Rimini

Oltre duecento preziosi documenti esposti fino al 10 luglio

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RIMINI. La Biennale del Disegno, appena inaugurata e che resterà aperta fino al prossimo 10 luglio, dedica un'ampia esposizione ai preziosi disegni provenienti dai Musei Civici di Reggio Emilia. La mostra, dal titolo “La linea continua, da Omar Galliani a Lelio Orsi”, espone disegni dal Cinquecento ad oggi. È la prima grande mostra sull’intero patrimonio grafico dei musei reggiani. I Musei Civici possiedono migliaia di disegni, un tesoro “nascosto” perché la fragile natura di queste opere su carta non consente la loro esposizione se non per periodi limitati di tempo.

L’esposizione curata da Alessandra Bigi Iotti, Alessandro Gazzotti, Elisabetta Farioli e Giulio Zavatta “ha tirato fuori dai cassetti” circa 200 disegni di diversi autori. Il percorso propone al pubblico un ideale dialogo tra opere antiche, opere del XIX secolo e del Novecento, disegni contemporanei. Il titolo della mostra, “La linea continua” è stato scelto come concetto che unifica l’esposizione, poiché una caratteristica peculiare del collezionismo e della pratica del disegno a Reggio Emilia è – fin dai secoli trascorsi – quella di ispirarsi alla grande tradizione per creare opere moderne.

E “Ispirazioni” appunto è il titolo della prima sezione, dove si potrà osservare la sorprendente rispondenza tra alcuni disegni antichi collezionati da Prospero Minghetti nell’Ottocento – e quindi donati alle raccolte pubbliche – e i suoi fogli di analogo soggetto. In una sezione intitolata “modernamente antichi” sono presentati i risultati dello studio sui disegni delle Collezioni reggiane con opere importanti e inedite a partire dai disegni di Jacopo Palma il Giovane, Carlo Maratta, Ubaldo Gandolfi e Antonio Bellucci per giungere a quelle di Alessandro Turchi detto l’Orbetto, Giovanni Maria Morandi e Francesco Solimena.

Sono create inedite relazioni tra fogli dei secoli passati e opere di Mazzacurati, Costetti, Sartorio, Mandelli e altri artisti a noi più vicini, ma con sensibilità spesso sorprendentemente affini a quelle dei disegnatori del passato.

La mostra. La Biennale del Disegno, ideata dal Comune di Rimini e dai Musei Comunali, conta un percorso di 2.000 opere in 27 mostre allestite in contemporanea, lungo un itinerario nei luoghi, espositivi (e non), più belli di Rimini. Prestiti prestigiosi, oltre che quello reggiano, come quelli del Gabinetto delle Stampe della Pinacoteca di Bologna, della Galleria Civica di Modena, di collezionisti privati e antiquari famosi. E così i grandi maestri come Guido Reni, Guercino, Tiepolo e Canaletto, conversano con la modernità di Bacon, Schifano e Kiki Smith, mentre ad Andrea Pazienza è dedicata una monografica come al faentino Domenico Rambelli o al maestro Mario Sironi. Coinvolti i luoghi pubblici più attraenti della città: il Museo della Città, Castel Sismondo, il Teatro Galli, Palazzo Gambalunga, la FAR (Fabbrica Arte Rimini), il Museo degli Sguardi, l’Ala Nuova del Museo della città (Cantiere Disegno), il Complesso degli Agostiniani.

Informazioni. Giorni e orari apertura: da mercoledì al venerdì ore 11-19, sabato, domenica, prefestivi e festivi 11-21; chiusa lunedì e martedì. Telefono 0541 704414, email musei@comune.rimini.it, www.biennaledisegnorimini.it

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