Gazzetta di Reggio

concerto al valli

Jordi Savall e le musiche dell’impero Ottomano

REGGIO EMILIA. Un programma a ricordo di situazioni in cui la storia narra di miracolose convivenze di popoli e religioni in luoghi e città di grande fascino: e tra queste Istanbul, da sempre...

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REGGIO EMILIA. Un programma a ricordo di situazioni in cui la storia narra di miracolose convivenze di popoli e religioni in luoghi e città di grande fascino: e tra queste Istanbul, da sempre crocevia tra i due continenti europeo ed asiatico. A raccontare questa magia e a narrare di magici incontri sarà la musica di Jordi Savall che con il suo gruppo Hesperion XXI sarà protagonista mercoledì 11 maggio alle 20.30 al Valli.

Fra le personalità musicali più eclettiche della sua generazione, Savall si dedica alla scoperta, alla ricerca e allo studio di tesori abbandonati. L’impegno filologico, unito all’intensa attività di concertista, insegnante, ricercatore e creatore di nuovi progetti, lo ha decretato come uno dei maggiori artefici dell’odierna rivalutazione della musica storica. Con i gruppi musicali Hesperion XXI, La Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations, fondati con Montserrat Figueras, Savall fa conoscere al mondo la viola da gamba e le musiche dimenticate di diversi paesi. Nei suoi concerti sposa con eccellente maestria storia, cultura e religione, come nelle opere dedicate a Gerusalemme e alla Tragedia Catara. L’ultimo lavoro omaggia “Il Libro della Scienza e della Musica”, volume scritto dal principe moldavo Dimitrie Cantemir, vissuto a Istanbul fra il seicento e il settecento. Nel concerto vengono accostate musiche di corte, tratte da questo testo, dalla sorprendente ricchezza ritmica, che sono di "divertimento" perché sono state scritte per momenti celebrativi o per essere ballate, a brani armeni di grande malinconia e pezzi sefarditi di grande profondità e rara bellezza. Come spiega Savall, a proposito del Libro della Scienza della Musica di Dimitrie Cantemir: «Vogliamo presentare le musiche strumentali colte della corte ottomana del XVII secolo, tratte dall’opera di Cantemir, in dialogo e alternanza con le musiche ‘tradizionali’ del popolo, rappresentate qui da materiale di tradizione orale di musicisti armeni e da quello delle comunità sefardite accolte, in seguito alla loro espulsione dal regno di Spagna, in città dell’impero ottomano come Istanbul o Smirne».

Savall ha scoperto questo repertorio nel 1999, durante la preparazione del progetto su Isabella I di Castiglia, in cui con Hesperion XXI eseguì un’antica marcia guerriera, appartenente a questa raccolta, come illustrazione musicale del momento della conquista di Costantinopoli da parte delle truppe ottomane di Maometto II. Due anni dopo, in occasione di un concerto a Istanbul, ha ricevuto in dono, la prima edizione moderna della musica contenuta nel Libro della Scienza della Musica di Dimitrie Cantemir. (g.b.)

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