Monologo di Baliani per Reggionarra
Reggio Emilia, l'attore di scena alla Fonderia39 con "Kohlhaas", un racconto per tutte le età basato su una storia realmente accaduta, nella Germania del 1500
REGGIO EMILIA «Tanti anni fa in terra di Germania viveva un uomo a nome Michele Kohlhaas. Era allevatore di cavalli e come lui lo erano stati il padre e il nonno…». Marco Baliani, in Kohlhaas solo sulla scena, seduto su una sedia, vestito di nero, per circa 90 minuti incanta un pubblico di ogni età, narrando la storia realmente accaduta, nella Germania del 1500, di un mercante di cavalli, vittima della corruzione dominante della giustizia statale.
L’appuntamento – consigliato per tutti – è nell’ambito di ReggioNarra 2016 e va in scena giovedì 12 maggio alle 21 alla Fonderia39 di via della Costituzione.
ReggioNarra, dunque, si arricchisce della presenza di uno dei padri del teatro di narrazione: «È compito del narratore – scrive Baliani nel suo “Ho cavalcato in groppa a una sedia” – far vedere in fondo agli occhi di chi ascolta quel mondo, che l’infanzia conosceva bene, ove tutto risalta e risplende e brilla oppure è buio come il catrame, ove tutto è luce, a squarci, spigoli e lampi oppure è pece nera. Quel tempo quando gli occhi non abbandonano più la presa, non mollano le cose né mai ne sono sazi. Solo il sonno li può vincere ed essi soccombono alfine spossati dalla lotta ingaggiata per resistere allo scorrere del tempo che il sonno annuncia. Occhi scintillanti che scoccano frecce dentro il cuore delle cose, mai sulla loro superficie. Per questo le parole che accompagnano lo sguardo e gli occhi del narratore non possono semplicemente nominare il mondo ma devono attraversarlo e depositarsi nelle orecchie di chi ascolta come una vibrazione ove la cosa detta, casa lampione strada ferita sasso continui a riverberare come una sostanza radioattiva nel buio».
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