Gazzetta di Reggio

Resta il cigno come simbolo della nuova Cosi-Stefanescu

di Giulia Bassi
Resta il cigno come simbolo della nuova Cosi-Stefanescu

È nel segno della continuità il futuro della celebre Compagnia fondata nel 1977 I giovani hanno accettato a una condizione: «Liliana deve stare insieme a noi»

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REGGIO EMILIA. Sul nuovo logo, per far capire la continuità, c’è sempre un cigno, come nel vecchio simbolo. Questo realizzato con un unico tratto è ampio, sinuoso, l’altro è più raccolto ed appuntito. Il vecchio più adagiato, questo più vigile e guardingo, quasi aggressivo.

Così la storica Associazione Balletto Classico fondata nel 1977 da Liliana Cosi e Marinel Stefanescu a luglio prossimo si trasformerà in Nuovo Balletto Classico (NBC): diversa forma giuridica (diventerà cooperativa), altro statuto. Ma nella sostanza, tutto come prima.

I nuovi titolari. Parola di Liliana Cosi che lo afferma mentre guarda con orgoglio i suoi eredi, i quattro danzatori che hanno deciso di continuare il suo operato e quello di Stefanescu: Elena Casolari da vent'anni con loro - prima nella scuola poi nella compagnia - sposata con un bambino; suo marito Stafa Rezart e poi Nicoletta Stefanescu (figlia minore del fondatore Marinel) e Dorian Grori che, come Rezart, è albanese.

A loro spetterà il compito di portare avanti la Scuola di Balletto residenziale e strutturata in 9 anni di studio e la Compagnia Balletto Classico. «Doveva arrivare; non siamo eterni, poi un grave problema finanziario ci ha spronati alla decisione –spiega Liliana Cosi – il nostro punto fermo era quello di non fallire, altrimenti avremmo dovuto chiudere tutto. E così abbiamo avuto un prestito per chiudere i debiti; è nostra intenzione vendere l'immobile e poi pagare l'affitto. L'Associazione si chiude a giugno, per poi riaprire a luglio col nuovo nome, garantendo così la necessaria continuità: si partirà con i corsi estivi per i quali abbiamo già diverse iscrizioni».

Prossimi spettacoli. Nel frattempo, mentre l’anno scolastico è quasi concluso, si stanno preparando diversi eventi: il primo, giovedì 19 maggio, sarà al Teatro De André a Casalgrande, poi il 5 giugno lo spettacolo di fine anno della scuola al Teatro Valli, il 16 giugno a San Gimignano in Toscana. «Avendo a disposizione soltanto contributi privati, da sempre abbiamo avuto delle sofferenze finanziarie – prosegue la Cosi – ben presto il ricavato anche da tournée molto remunerate, come era successo in Giappone, finiva subito per le spese; per fortuna ci sono tanti volontari che ci danno una mano nelle più disparate situazioni. I problemi economici non ci hanno mai abbandonato, spesso con le banche siamo in apnea, eppure ci abbiamo sempre tenuto a creare una compagnia che fosse remunerata, per dare dignità al mestiere di ballerino».

La lunga storia. In ogni caso in quasi quarant’anni d’attività i numeri di cui questa realtà si può fregiare, sono lusinghieri: 70 sono gli spettacoli portati ogni anno in scena dalla Compagnia; fino ad ora più di una ventina le nuove produzioni che hanno preso vita nei laboratori della sede, ed oltre 2000 gli spettacoli realizzati in 500 città italiane e 70 estere. Moltissime le tournée: oltre al Giappone, anche la Cina, il Brasile, il Medio Oriente, oltre alla principali città europee.

Si è esibita nella sede di Ginevra dell’Onu, a Los Angeles per le Colombiadi del ’92, due volte in Vaticano, a Kyoto in un nuovo tempio buddista. Per quanto riguarda la scuola ha ospitato allievi provenienti da ogni parte del mondo e 130 sono i diplomati che oggi lavorano in molte compagnie in Italia e all’estero o insegnano in altre scuole.

Tutto è nato così. «A Stefanescu è venuta l’idea di coinvolgere i ragazzi in questo storico cambiamento; io volevo rimandare la decisione, anche perché pensavo di chiudere… Lui invece mi ha spiazzato rispondendo senza scomporsi «Lo hai detto ai ragazzi? cioè a Rezart e a Grori, ai quali è affezionato come se fossero suoi figli. Da qui è nata la loro decisione di continuare». I “ragazzi e ragazze” dunque hanno risposto con determinazione, prendendo queste nuove responsabilità. «Tuttavia abbiamo accettato ad una condizione – ci assicura Elena Casolari – di poter contare sulla presenza costante di Liliana Cosi e lei ha accettato ». La grande étoile sorride, soddisfatta, di poter vedere il seguito di quanto, in questi anni, ha creato con fatica, costanza, entusiasmo ed un’infinita passione.

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