Gazzetta di Reggio

classica

Schiff, pianoforte e bacchetta per il concerto al teatro Valli

di Giulia Bassi
Schiff, pianoforte e bacchetta per il concerto al teatro Valli

REGGIO EMILIA. Tra i massimi pianisti viventi, interprete di una sterminata discografia András Schiff quando si alza al mattino, suona solo Bach. Non esercizi di tecnica o scale, soltanto Bach. Una...

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REGGIO EMILIA. Tra i massimi pianisti viventi, interprete di una sterminata discografia András Schiff quando si alza al mattino, suona solo Bach. Non esercizi di tecnica o scale, soltanto Bach. Una profonda necessità per lui, ungherese, nato nel 1953 a Budapest, che ha avuto a cinque anni le prime lezioni di musica da Elisabeth Vadasz, proseguendo all’Accademia Franz Liszt di Budapest con Pal Kadosa e György Kurtag, e ancora a Londra con George Malcolm. Ha collaborato con le maggiori orchestre ed i più celebri direttori, ma ora svolge principalmente attività o come solista o come direttore e solista, spesso con l’orchestra da camera Cappella Andrea Barca da lui fondata nel 1999 e che riunisce solisti, musicisti da camera e amici. Lavora inoltre con la Philharmonia Orchestra e la Chamber Orchestra of Europe (COE), con la quale si esibisce domani alle 20.30 al Valli a chiusura della stagione concertistica, in una serata che lo vedrà nella doppia veste di pianista e direttore in un programma tutto dedicato a Mendelssohn, autore amatissimo da Schiff anche perché, come è noto, ha riportato alla conoscenza del mondo dopo decenni di oblio l’opera di Bach, dirigendo nel 1829 l’allora sconosciuta Passione Secondo Matteo. Di lì partì la Bach-renaissance che dura tuttora.

Nella sua carriera Schiff può vantare progetti di altissimo prestigio come quello tra il 2004 e il 2009, in cui ha eseguito il ciclo completo delle 32 Sonate per pianoforte di Beethoven in 20 città negli Usa e in Europa. In quegli anni la Carnegie Hall lo ha designato come uno dei suoi prestigiosi artisti Perspectives, e Schiff porrà la sua attenzione su Béla Bartók e sulla vibrante eredità lasciata dal compositore alla nativa Ungheria, con dodici programmi di concerto particolarmente interessanti.

Il programma del concerto al Valli comprende i due concerti per pianoforte n.1 op. 25 e n. 2 op. 40 , l’Ouverture Le Ebridi e la Sinfonia n. 3, op. 56 “Scozzese”. Ad assicurare la qualità della serata vi è l’orchestra, formata da musicisti provenienti da tutta Europa e riconosciuta come “la migliore orchestra da camera del mondo” (BBC Two Television, 2011). E’ stata costituita nel 1981 da un gruppo di musicisti diplomatisi presso la European Union Youth Orchestra, fondata da Claudio Abbado. Fin dagli esordi, è apparsa con i più importanti direttori e solisti, creando in particolar modo sodalizi profondi con Abbado stesso, Bernard Haitink e Nikolaus Harnoncourt.

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