Gazzetta di Reggio

reggio emilia

Il celebre pianista Andras Schiff incanta il pubblico del teatro Valli

di Giulia Bassi

REGGIO EMILIA. Andras Schiff, sir. Ovvero signore. Signore del pianoforte e della musica. Di quell’arte che, ordinando i suoni, fa galoppare anche la fantasia di chi l’ascolta. Il punto nevralgico di...

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REGGIO EMILIA. Andras Schiff, sir. Ovvero signore. Signore del pianoforte e della musica. Di quell’arte che, ordinando i suoni, fa galoppare anche la fantasia di chi l’ascolta. Il punto nevralgico di questa vitale corrispondenza è colui che fa passare la musica dal compositore per portarla al nostro orecchio, e Schiff si è rivelato un messaggero straordinario. Così efficace che pareva alato.

Il suo Mendelssohn dell’altra sera al Teatro Valli volava alto per abbracciare una platea numerosa e rapita da quanto egli, con l’aperta complicità della Chamber Orchestra of Europe, ha saputo realizzare dall’inizio alla fine. A cominciare dal Concerto n.2 per pianoforte la cui scorrevolezza dell’eloquio è servita al solista ed anche direttore per raccontare proprio tutto: soffermandosi sulla bellezza del canto da romanza senza parole del secondo movimento, fino allo stupefacente finale che richiamava un preludio bachiano. In questo senso il riferimento al messaggero alato oltre ad individuare Schiff si addiceva anche a Mendelssohn stesso: il musicista che ha trasformato in mito Bach e tutta la classicità, Mozart in testa e perfino lo Shakespeare notturno e magico del Sogno.

Tutto è partito da un tocco sullo strumento misurato, oggettivamente perfetto e soprattutto denso che si trasformava in gesto simile quando non suonava il pianoforte, per plasmare con l’orchestra la trama intensa e vivida dell’Ouverture “Le Ebridi” colta con la sensibilità di un pittore preraffaellita. A lui un ulteriore plauso per la calligrafia preziosa con la quale ha saputo consegnare gli impervi passaggi virtuosistici del Concerto n.1 alla scoperta di temi stupefacenti, per un viaggio indimenticabile.

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