Domenica il Teatro Sociale fa il bis!
Gualtieri, doppio spettacolo con vari orari nello storico teatro: "Una tazza di mare in tempesta" di Roberto Abbiati e alla sera "Nuova Barberia Carloni"
GUALTIERI Una piccola installazione, una piccola performance, per poco pubblico che assista a piccoli oggetti che evochino grandi cose. Tutto rubato da Melville, per pochi minuti. Come se si fosse nella stiva di una baleniera. Si può spiegare così "Una tazza di mare in tempesta" il mini-spettacolo per 22 persone alla volta, che va in scena domenica 29 maggio al Teatro Sociale con 5 repliche: ore 11, 12, 15, 16 e 17. Di Roberto Abbiati e con Roberto Abbiati, Luca Salata e Alessandro Calabrese; musiche e registrazioni a cura di Fabio Besana. Il mare. Che mare? Il rumore del mare. Cosa ti fa venire in mente il rumore del mare? Il Moby Dick di Melville. Un libro. Tutto il mare in un libro. S’accende qualcosa ogni volta che lo si prende in mano, il libro, e allora poi si comincia a immaginare in grande, balene, velieri, oceani, via, le cose più esagerate.[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.13556832:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/image/contentid/policy:1.13556832:1649486802/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Uno spettacolo per un pubblico "largo" dagli 8 ai 99 anni. E' "Nuova Barberia Carloni" in scena domenica 29 maggio alle ore 21. Regia di Mario Gumina, con Leonardo Adorni, Jacopo Maria Bianchini, Alessandro Mori; produzione Teatro Necessario. Nelle sparute barberie di provincia oggi rimangono specchi rettangolari appannati dal tempo e ricoperti da una ragnatela di graffi, vecchie sedie cigolanti, arnesi arrugginiti, odore di brillantina e impazienti avventori in silenziosa attesa del proprio turno. Ma soltanto mezzo secolo fa la barberia era nientemeno che il luogo di ritrovo preferito dai signori. Un posto discreto, dove discutere liberamente dei propri affari e delle proprie idee. E c’era la musica, c’era il caffè e c’erano gli aneddoti balzani del fidato barbiere. La barberia era, in poche parole, il punto nevralgico del paese. L’idea portante dello spettacolo è ricreare l’atmosfera di quei tempi non troppo lontani in cui il barbiere cantava, suonava, serviva da bere, consigliava… in una parola, intratteneva i suoi ospiti.
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