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L’anima di Aznavour nel nuovo disco di Paolo Messori

L’anima di Aznavour nel nuovo disco di Paolo Messori

REGGIO EMILIA. Per chi lo ricorda quando si proponeva a Radio Reggio, una delle prime emittenti italiane, Paolo Messori è un cantante senza età. La voce melodica non ha subito alterazioni, ma la...

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REGGIO EMILIA. Per chi lo ricorda quando si proponeva a Radio Reggio, una delle prime emittenti italiane, Paolo Messori è un cantante senza età. La voce melodica non ha subito alterazioni, ma la modulazione si è notevolmente affinata.

Ora lancia il suo 1sedicesimo cd, che ha registrato nello studio reggiano di Mirco Prandi arrangiatore violoncellista, e si propone come l’Aznavour italiano. Dal cantante francese mutua parole e musiche che adatta con garbo personale. Ne ha messe insieme una decina e le offre con simpatia a quanti hanno la ventura di ascoltarlo durante il suo perenne girovagare per concerti.

Lui dice che «canta l’amore» ma soprattutto «canta con amore». Qualche volta è andato in tour confine e nei casinò della Slovenia ed è particolarmente gradito nei centri termali di tutta la penisola oltre che nelle principali città italiane. Venezia e Trieste sono due delle tappe più recenti e molto presto farà due puntate anche in terra reggiana. Nel frattempo sta preparando il calendario degli impegni estivi che dovrebbe aprirsi a Cesenatico per la Festa del Pesce. Paolo Messori è nato alle porte di Reggio, all’Ospizio, ed ha iniziato a cantare da ragazzino debuttando nelle colonie estive. A 18 anni ha deciso di cimentarsi con la chitarra che ha dovuto però abbandonare per un problema alle mani. Non si è arreso approdando così al pianoforte che ora lo accompagna in scena dove canta, recita, racconta.

«Per assorbire in pieno la voce di Aznavour – dice riferendosi al nuovo cd – ho trascorso settimane, giorno e notte, con le cuffie in testa per cogliere la tecnica, le sue tonalità, la sua straordinaria bravura. L’ho vissuto mentre cantava con Placido Domingo, mentre duettava con Laura Pausini. Mi sono innamorato della sua musicalità e poesia. Mi sono ispirato a lui non per imitarlo ma per studiare la sua anima. E’ un grande che mi aiuta a crescere, un maestro come Renato Zero e Ranieri che adoro». Sarà dunque un Aznavour all’italiana quello che si proporrà il 19 giugno ad Albinea durante la Festa dei Lambruschi e nella seconda domenica di luglio quando sarà impegnato all’Osservatorio astronomico che sorge fra Viano e Scandiano. Un ritorno a casa che sarà piacevole seguire. (l.v.)

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