Gazzetta di Reggio

In via Emilia con Cavazzoni

In via Emilia con Cavazzoni

Tra i protagonisti ai Chiostri anche la danzatrice del ventre Nura Bingaladish

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REGGIO EMILIA. Il weekend di Fotografia Europea si apre con un evento da non perdere: questa sera (ore 21.30) Ermanno Cavazzoni sarà ai Chiostri di San Pietro per una serata dedicata interamente alla lettura, con brani tratti dal volume “Almanacco 2016. Esplorazioni sulla via Emilia” (edito da Quodlibet). Il recentissimo volume raccoglie gli scritti di autori come Paolo Colagrande, Paolo Nori, Learco Pignagnoli, Ivan Levrini, Francesco Marsibilio, Irene Russo, Sandro Campani, Stefano Tonietto, Gianfranco Mammi, Paolo Vistoli, Ugo Cornia, Andrea Lucatelli, Antonio Castronuovo, Dino Baldi, Mauro Orletti, Jacopo Narros, Paolo Albani, Patrizia Barchi, Adrián Bravi. Soffermandosi su “Almanacco 2016”, Cavazzoni spiega che «nel trentennale del progetto Esplorazioni sulla via Emilia del 1986, la via Emilia viene ripercorsa da nuovi autori, diciannove in tutto, in parte eredi del progetto ideato e curato da Gianni Celati e Giulio Bizzarri, scrivendo nuovi testi che vagano a partire dall'antica via, su per le valli dell'Appennino o nella bassa padana. Scrittori che discendono dalla precedente esplorazione e giovani scrittori che si cimentano con il nuovo paesaggio».

Trent'anni fa un'esplorazione simile era stata fatta da undici autori (tra cui lo stesso Cavazzoni) in un volumetto edito da Feltrinelli, “Esplorazioni sulla via Emilia. Scritture nel paesaggio”, cui era seguito il libro di foto “Vedute nel paesaggio” di Luigi Ghirri e altri undici eccellenti fotografi. Proprio da quest'opera collettiva sul paesaggio, che raccontava il “volto di un paese reale”, ha preso le mosse questa edizione di Fotografia Europea.

Un appuntamento, quello di stasera, che come in un gioco di scatole cinesi regala non poche sorprese. Tra i racconti di “Almanacco 2016" ce n'è uno che ci parla di una via Emilia multietnica vissuta in modo non banale da un personaggio reggiano assolutamente speciale, Nura Bingaladish, la prima danzatrice del ventre che a Reggio ma non solo ha fatto scuola. A raccontarci di Nura, nell'Almanacco durato da Cavazzoni, è Irene Russo.Da qui una performance multimediale dal titolo "Madre d'asfalto e padre di catrame": l’anima imprevedibile della via Emilia messa in scena attraverso la vicenda biografica di Nura. Dal Pakistan alle serate riminesi, dal rap alla scoperta dell’Africa sul tram verso Modena. Il tutto mescolato agli interventi della performer reggiana e ai video di Marco Foderaro, voce narrante dello spettacolo.

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