Alessandro Carbonare suona alla Cavallerizza con i Kelemen
Il concerto domenica sera alle 21 in occasione del Festival del quartetto
REGGIO EMILIA. Sarà Alessandro Carbonare ad accompagnare,domenica 5 giugno, il secondo dei tre concerti del Quartetto Kelemen, vincitore del Premio Borciani, alla Cavallerizza.
Primo clarinetto dell’orchestra dell’accademia nazionale di Santa Cecilia dal 2003, Carbonare ha vissuto a Parigi, dove per quindici anni ha ricoperto la stessa carica per l’orchestre national de France. Sempre nel ruolo di primo clarinetto ha avuto importanti collaborazioni anche con i Berliner Philarmoniker, la Sinfonica di Chicago e la Filarmonica di New York.
Appassionato cultore della musica da camera, è da sempre membro del Quintetto Bibiena e collabora regolarmente con eminenti artisti ed amici del calibro di Mario Brunello, Marco Rizzi, Pinkas Zukerman, Alexander Lonquich, Emmanuel Pahud, Andrea Lucchesini, Wolfram Christ, Trio di Parma, Enrico Dindo, Massimo Quarta, Luis Sclavis, Paquito D’Riveira e molti altri.
“Guest professor” in alcuni tra i più importanti conservatori di tutto il mondo (Royal College di Londra, Juillard School di New York, Conservatorio superiore di Parigi, School of Arts di Tokyo...), ha anche fatto parte delle giurie di tutti i più importanti concorsi internazionali per il suo strumento.
Su personale invito di Claudio Abbado, Carbonare ha accettato il ruolo di primo clarinetto nell’Orchestra del Festival di Lucerna e nell’Orchestra Mozart con la quale, sempre sotto la direzione di Abbado, ha registrato il concerto K622 al clarinetto di bassetto (DG), lavoro che ha vinto il Grammy Award nel 2013.
Alle 21 si esibirà insieme al Quartetto Kelemen, vincitore del Concorso Borciani 2014. In programma Leo Weiner, Divertimento n.1, l’amato Béla Bartók, Quartetto n. e il meraviglioso Quintetto op. 115 per clarinetto di Brahms.
Il Quintetto in si minore per clarinetto e quartetto d’archi fu composto da Brahms nell’estate del 1891, quasi contemporaneamente al Trio in la minore op. 114 per clarinetto o viola, violoncello e pianoforte. In quell’anno il musicista conobbe a Meiningen il celebre clarinettista Richard von Mühlfeld, che lo invitò a scrivere un pezzo per lui. Brahms lo aveva sentito suonare nel Quintetto di Mozart e nel Primo Concerto di Weber, ed era rimasto entusiasta della interpretazione di questo clarinettista, che nel novembre del 1891 eseguì a Meiningen sia il Trio che il Quintetto, accolti con molto successo dal pubblico. In particolare il Quintetto piacque per quel senso di struggente malinconia e di intima delicatezza spirituale, così caratteristiche dello stile di Brahms.
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