Giovanna Daffini, la mondina che cantava la voglia di libertà
GUALTIERI. Palazzo Greppi ospita oggi dalle ore 18 il convegno “Giovanna Daffini e la musica etno popolare”, al termine spuntino emiliano e alle 21 concerto dei Violini di Santa Vittoria insieme...
GUALTIERI. Palazzo Greppi ospita oggi dalle ore 18 il convegno “Giovanna Daffini e la musica etno popolare”, al termine spuntino emiliano e alle 21 concerto dei Violini di Santa Vittoria insieme alla cantastorie Roberta Pestalozza. L'iniziativa rientra nell'ambito del concorso nazionale dedicato alla grande cantante popolare esponente del gruppo del Nuovo Canzoniere Italiano, giunto quest'anno alla 20esima edizione. La manifestazione è organizzata congiuntamente dai Comuni di Gualtieri e di Motteggiana (Mn).
La sua storia Giovanna Daffini nacque a Villa Saviola (Mn) nel 1914 e già giovanissima cominciò a lavorare come suonatrice ambulante e, nella stagione della monda del riso, come mondina nelle zone di Novara e di Vercelli. Fu durante il suo lavoro in risaia che apprese le canzoni popolari che successivamente l'avrebbero resa celebre grazie alla sua voce e alla sua personale interpretazione; ad esse si aggiunsero le canzoni politiche e di protesta, che la Daffini imparò durante la Resistenza. Continuò poi la sua attività di cantante e suonatrice con il marito Vittorio Carpi, violinista, durante feste di matrimonio e di paese.
Nel 1962 fu scoperta dagli etnomusicologi Roberto Leydi e Gianni Bosio; fu dapprima informatrice degli studiosi e poi cantante professionista nel gruppo Nuovo Canzoniere Italiano. Morì a Gualtieri, dove visse gran parte della sua vita, nel 1969.
Il suo repertorio comprendeva vari filoni: canti della tradizione mondina padana; canti politici e di protesta della Resistenza e degli anni Cinquanta; canzoni narrative; successi della musica leggera liberamente reinterpretati. I suoi canti della tradizione mondina spaziavano su vari temi: dalla denuncia della durezza e malsanità del lavoro in risaia (Bella Ciao delle Mondine) a quella dello sfruttamento delle risaiole da parte dei datori di lavoro (Saluteremo il signor padrone; Sciur padrun da li beli braghi bianchi); non mancavano però canti di tematica amorosa (Amore mio non piangere; Il fischio del vapore), canti in cui tutte queste tematiche si intrecciavano (L'amarezza delle mondine) e canti di festa come L'Uva Fogarina.
Giovanna Daffini dedicò anche uno spazio importante alle canzoni narrative di tradizione padana con al centro storie d'amore (molto spesso con epilogo tragico); tra queste si ricordano la Donna Lombarda di Gualtieri, una delle molte versioni della più celebre canzone narrativa padana, e Le Carrozze Sono Già Preparate.
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