Gazzetta di Reggio

Shopping speciale alle “Bancarelle delle idee” del liceo Moro

di Chiara Cabassa
Shopping speciale alle “Bancarelle delle idee” del liceo Moro

Reggio Emilia: gli studenti si improvvisano commercianti e mettono in vendita i loro libri preferiti

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REGGIO EMILIA. Immagina una mattinata di shopping nell’orto botanico del liceo Moro tra stand colorati, foglietti che sventolano sugli alberi, tendaggi misteriosi e allestimenti a prima vista bizzarri. Non mancano all’appello neppure i vù cumpra. E sono numerosi gli avventori di questo effervescente suk dove ci si mette volentieri in fila.

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Sono le “Bancarelle delle idee” che il professor Daniele Castellari allestisce da tre anni affiancandole e alternandole con quello “Spaccio di poesia” che si è aggiudicato alcune settimane fa un riconoscimento nazionale. Ma le “Bancarelle” non sono da meno: nel maggio del 2014 gli studenti del Moro approdarono in piazza Fontanesi per ReggioNarra e quel mercato fittizio e molto teatrale ebbe un successo strepitoso. Perché in queste bancarelle si vende qualcosa di speciale e introvabile altrove: “l’idea di leggere un libro”.

Quest’anno le “Bancarelle” dopo l’exploit fuori porta sono tornate alle origini colorando di emozioni l’ampio giardino di via XX Settembre. Otto le postazioni ideate e animate dalle classi III B, IV A e IV B sotto l’occhio attento e soddisfatto del professor Castellari. Otto i libri ( o le “idee di leggere un libro”) a disposizione dei clienti. Numerosi gli studenti delle classi del biennio che hanno avuto il privilegio di potersi aggirare tra i “commercianti” per poi scegliere le migliori idee.

I titoli dei libri? I più diversi. Da “Oceano Mare” di Baricco a “Jack Frusciante è uscito dal gruppo” di Brizzi passando da “Il bar sotto il mare” di Benni, “Le ore” di Cunningham, “Fahrenheit 451” di Bradbury, “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio” di Amara, “Ciò che inferno non è” di D’Avenia e “Fight Club” di Palahniuk.

Ma come si fa a vendere l’idea di un libro? Partiamo (peccato non potere raccontare tutte le bancarelle) da “Oceano mare” dove gli step sono tre. Un primo studente invita l’acquirente a disegnare su un foglio il mare, assecondando l’idea del pittore protagonista del romanzo di Baricco. I ragazzi che si avvicendano davanti alla tela, hanno a disposizione acquerelli con pochissimo colore a replicare un gesto piuttosto arduo. Un secondo studente illustra in tre minuti il cuore del libro e alla fine chiede che cosa, oltre al mare, ha il potere di guarirci? Un terzo distribuisce segnalibri con le frasi tratte dallo stesso libro.

Ci avviciniamo a “Jack Frusciante” dove il gioco si fa altamente interattivo in una sorta di “sliding doors”. A seconda delle risposte che dai, seguendo un percorso segnato sul prato, puoi approdare a quattro diversi stereotipi: il bullo, il diverso, il popolare, il timido.

E ancora “Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio”: accanto a un albero svetta un ascensore di cartone. Ad ogni piano corrisponde un personaggio del libro e, a seconda del piano scelto dal pubblico, gli studenti della bancarella illustrano i vari protagonisti per arrivare a identificare il colpevole.

Poco più in là, tra teatro e letteratura, le figure tanto eteree quanto reali di Virginia Woolf, Laura Brown e Clarissa Vaughan ci sollecitano con una idea grandiosa: “Le ore” di Cunningham.

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