Macbeth senza tempo e senza terra
Successo dello spettacolo allestito dai ragazzi del Centro MaMiMò
REGGIO EMILIA. Non era impresa da poco quella degli studenti del corso avanzato di teatro del Centro MaMiMò al Piccolo Orologio. L’impresa era Shakespeare con Macbeth, banco di prova impegnativo nel quale i giovani attori si sono dovuti scontrare con diversi registri di recitazione, dal drammatico al surreale passando attraverso anche un breve accenno al brillante per altro particolarmente riuscito.
La regia di Luca Cattani ha proiettato gli artisti nella dimensione più classica del teatro, partendo dalle efficaci Streghe tramutate in coro greco che hanno collocato questo Macbeth in una sfera senza tempo e senza terra, nel mondo più disperato della decadenza umana. Dimensione classica ritrovata anche nella moltiplicazione del personaggio di Lady Macbeth, reso attraverso le sfaccettature di una coscienza capace solo di ascoltare le voci che arrivano da un Io proiettato su se stesso. Interessante la resa dello spettro che funesta gli ultimi attimi di vita di Macbeth, anticipazione di quel capolavoro di teatro e di psicologia che sarà, parecchio tempo dopo, il Commendatore di Don Giovanni.
Fra le note positive dello spettacolo, replicato in due sere consecutive, la presenza pressoché esclusivamente giovanile in un teatro Piccolo Orologio sempre pieno. L’operazione Macbeth può dirsi riuscita anche solo per questo: aver messo a disposizione, in maniera chiara e non contorta, una pietra miliare della cultura, anche per chi può non essere attratto dalle stagioni tradizionali.(a.m.)
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