Gazzetta di Reggio

MaMiMò, il circolo virtuoso della cultura

di Martina Riccò
MaMiMò, il circolo virtuoso della cultura

Reggio Emilia: il centro teatrale ha in serbo tanti appuntamenti per l'estate, si parte sabato e domenica al campus universitario del San Lazzaro

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REGGIO EMILIA. Insegnare il linguaggio dell’altro, spingere a mettersi in gioco, svelare i segreti dell’arte, collaborare per rendere la società migliore, più bella. In una parola: cultura.

Ecco cosa fa a Reggio – da ormai 12 anni e ogni anno di più – il centro teatrale MaMiMò. Con un desiderio che, nel tempo, è diventato sfida: conquistare, sì, i teatri d’Italia, facendo conoscere la compagnia e portandone ovunque il messaggio, ma senza dimenticare mai Reggio Emilia, il “nido” in cui tutto ha avuto inizio. «È molto difficile riuscirci – ammette Maurizio Corradini, presidente del MaMiMò – perché ormai il teatro di giro non esiste più e le giovani compagnie fanno sempre più fatica a trovare le forze per affacciarsi sul panorama nazionale. Noi però continuiamo a farlo e, nello stesso tempo, continuiamo a prenderci cura del nostro territorio. Farlo richiede un notevole sforzo, economico e di energie, ma ci spinge anche a migliorarci, metterci costantemente alla prova, crescere».

I riconoscimenti raccolti fin qui, d’altra parte, indicano che la strada imboccata è quella giusta...

«Decisamente. Dopo aver ricevuto, lo scorso anno, il finanziamento dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo come realtà under 35 meritevole, abbiamo vinto anche il bando ministeriale “Migrarti”, rivolto a progetti teatrali che hanno a che fare con la mediazione culturale».

Di cosa si tratta?

«Dal 16 al 19 giugno, in collaborazione con vari enti e soggetti che fanno della mediazione il proprio motore, contamineremo la città con conferenze, appuntamenti, laboratorio teatrale e lo spettacolo “Scusate se non siamo morti in mare”, una nostra produzione firmata dal regista Emanuele Aldrovandi».

Sarà un’anteprima?

«Sì, lo spettacolo farà parte del cartellone MaMiMò del 2017 ma abbiamo voluto presentarlo alla città prima di portarlo, il 20 giugno, in occasione della giornata mondiale dei profughi, al Suk Festival di Genova».

Altre trasferte in programma?

«Ce ne sono tante. In luglio parteciperemo a Collinarea, il festival di drammaturgia contemporanea che si svolge a Pisa, con lo spettacolo “In ogni caso nessun rimorso” prodotto da Giovani Direzioni, ovvero i ragazzi appena usciti dall’Accademia e che noi sosteniamo. In settembre, invece, andremo al Festival Quartieri dell’arte di Viterbo con il nostro spettacolo “Jekyll e Hide, uno strano caso”. Lo metteremo in scena all’interno di un hotel abbandonato, per aumentare l’atmosfera horror. Un’idea folle che ci è stata proposta e che noi abbiamo follemente accettato».

E in città?

«Abbiamo vinto il bando Restate e, per tre weekend, animeremo il campus San Lazzaro, la Rosta Nuova e il Foscato. Si parte sabato e domenica al padiglione Lombroso: sabato, tra le 19 e le 21, metteremo in scena “Dal San Lazzaro al mondo: viaggi vissuti, viaggi sognati”. Si tratta di uno spettacolo basato sulle poesie dei pazienti psichiatrici, che tra l’altro reciteranno. Alle 21.30, poi, toccherà a “Generazione disagio, dopodiché stasera mi butto”, della compagnia Proxima Res. In scena, il disagio dei giovani dai 20 ai 30 anni, tra stage disumani e la convivenza forzata con mamma e papà. Domenica sera, invece, spazio alla musica con Over, What a Funk e dj set».

E poi?

«Il 17 e il 18 giugno saremo alla Rosta con il concerto di Johnny La Rosa e lo spettacolo “Carne”: divertentissimo confronto tra marito carnivoro e moglie vegetariana. Finiremo il 15 e il 16 luglio al Foscato con il concerto degli Honolulu Swing e il circo teatro di Madame Rebiné. E poi il 2 luglio ci sarà la Festa del MaMiMò all’Orologio. Dal 14 giugno al18 luglio, inoltre, ci divideremo tra Bagnolo, Castelnovo Sotto e il teatro del Piccolo Orologio con sei spettacoli davvero belli».

Dopo luglio, invece, cosa bolle in pentola?

«Tra le nuovi produzioni è in arrivo “Ombra”, fratello minore di “Mirror” che è stato presentato qualche giorno fa al festival La città dei ragazzi di Vimercate, sempre ispirato ai disegni della coreana Suzy Lee. Poi torneremo al classico con “Coriolano” di Shakespeare. Ma la novità più importante riguarda i futuri spazi del MaMiMò: se tutto andrà come deve andare, trasferiremo la sala prove in uno dei capannoni di via Gioia, a Santa Croce. In questo modo potremo allargarci e intrecciarci ancora di più con la vita dei quartiere».

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