Gazzetta di Reggio

stasera a ravenna

Anche quattro giovani reggiani suonano alla “Cento Cellos”

di Giulia Bassi
Anche quattro giovani reggiani suonano alla “Cento Cellos”

REGGIO EMILIA. Anche quattro studenti reggiani parteciperanno alla mitica Cellolandia, la pacifica invasione dei 100 violoncelli che avviene a Ravenna nell’ambito del festival diretto da Giovanni...

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REGGIO EMILIA. Anche quattro studenti reggiani parteciperanno alla mitica Cellolandia, la pacifica invasione dei 100 violoncelli che avviene a Ravenna nell’ambito del festival diretto da Giovanni Sollima e Enrico Melozzi.

Ci sono studenti di tutte le età, ma anche blasonati strumentisti come i violoncellisti della Scala, il trio Reijseger-Fraanje-Sylla, l’irresistibile folletto statunitense Rushad Eggleston, Mario Brunello ed inoltre Luca Franzetti, solista di fama, e docente dell’istituto Peri.

E sono proprio suoi allievi i quattro reggiani che da domenica condividono con passione ed entusiasmo questa esperienza: si tratta di Caterina Camparini, Ester Cibotto, Francesco Maria Bussei ed Elena Cavecchi. I 100Cellos si sono riuniti ancora in passato, in altre città (Torino, Milano, Budapest), hanno stupito gli 800.000 spettatori del Concerto del primo maggio a Roma nel 2014, e più recentemente hanno emozionato il pubblico televisivo di Italian’s Got Talent, ma mai avevano avuto a disposizione una intera città per sette giorni. Il tutto si concluderà stasera con un grandioso concerto finale, “Let’s Dance!”, alla Rocca Brancaleone. Carica, entusiasmo, emozione, sono le parole più utilizzate dai partecipanti, per un progetto unico nato con il supporto fondamentale dei social network. «Colpisce il fatto che nessuno pensa a dar sfoggio di bravura, ma a condividere una passione in comune – commenta Elena Cavecchi –. I pezzi che suoniamo sono allegri e coinvolgenti ed inoltre allievi all’inizio degli studi possono trovare come compagno di leggio qualcuno più grande: da un’esperienza così si possono imparare cose nuove».

Caterina Camparini è invece colpita dall’atmosfera che si respira: «Invito tutti a venire, anche chi non è violoncellista: è bello anche solo da vedere. Per lo spettacolo di stasera faremo di tutto: suoniamo, balliamo e cantiamo».

Entusiasta, neanche a dirlo, il loro docente Luca Franzetti, protagonista anche in un recital solistico: «Il violoncello per tutti noi è come un amico immaginario che, diversamente da quello che hanno i bambini, si può toccare e studiare. Questo strumento ci permette di volare, è un sogno che c’è. In questi giorni, quando suoniamo, si sa quando si inizia ma non quando si finisce. Sembriamo pazzi, ma in realtà i pazzi sono fuori... Un giorno contiamo di arrivare a 1000 violoncelli. È la più bella epidemia che ci sia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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