Gazzetta di Reggio

Paolo Simoni: «Qui c’è chi ama la buona musica»

di Serena Arbizzi
Paolo Simoni: «Qui c’è chi ama la buona musica»

Correggio, stasera il cantautore salirà sul palco di piazza Garibaldi in occasione della notte bianca

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CORREGGIO. È arrivato il giorno tanto atteso. Si alza il sipario sulla notte bianca intitolata “Buonanotte Correggio”: oltre una quarantina di eventi incentrati su spettacolo, enogastronomia e divertimento, animeranno il centro storico.

Tra i protagonisti di questa sera ci sarà il cantautore Paolo Simoni, che si esibirà prima di Bobby Solo, alle 21.30 in piazza Garibaldi, in una tappa del suo tour, in occasione dell’uscita del suo ultimo album, “Noi siamo la scelta”. «Sono molto emozionato, Correggio è la mia seconda patria perché ormai è da anni che frequento questo luogo, dal secondo disco in poi – dice Simoni –. Sono felicissimo perché la piazza di Correggio è fatta di gente che sa ascoltare. Da emiliano e mezzo romagnolo quale sono, mi rallegro di questa partecipazione, durante la quale presenteremo tutti i brani del disco “Noi siamo la scelta” e alcuni pezzi del disco precedente. Poi suonerò con la mia band, composta da elementi tutti emiliani».

“Noi siamo la scelta” è il quarto disco di Simoni, che presenta differenze sostanziali dal punto di vista del suono, più elettronico, con atmosfere che guardano più all’Europa. «A livelli di testi si è incrementata una certa vena rivoluzionaria – svela il cantautore –. Una voglia di voler raccontare i nostri tempi, l’aria che si respira in questo paese. Volevo produrre un album quotidiano, figlio del nostro tempo. L’aria che si respira parla di cambiamento, una svolta che tutti vogliamo e che sta arrivando: abbiamo finito un’epoca, solo che ci sono tanti schemi e pregiudizi da abbattere e soprattutto il problema più grosso è riappassionare la gente agli altri. Oggi viviamo nella disillusione e siamo vittime di una politica che ci ha illuso, fidarci del nuovo ci spaventa. In generale c’è voglia di vederlo questo cambiamento, e mi piacerebbe che arrivasse dalla mia generazione che deve prendersi in mano i propri diritti». Simoni scalderà il palco per Bobby Solo. «Mi ha invitato a cena la settimana scorsa – racconta il cantautore – e gli ho detto che vorrei anche io arrivare a 71 anni come lui. È un mito, ha voglia di suonare, comunicare, far musica. Quindi, Bobby , continua così».

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