La stagione della danza inizia con Shechter
In cartellone 13 spettacoli, si comincia il 28 settembre con “Barbarians”
REGGIO EMILIA. Tra i graditi ritorni nella stagione di danza 2016-2017 vi è sicuramente “Lo Schiaccianoci” nell’ormai storico spettacolo di Amadeo Amodio del 1989, che si avvale delle magiche scene di Emanuele Luzzati e del Teatro Gioco Vita.
Questo è lo spettacolo classico di un cartellone che comprende tredici coreografie, di cui una in prima assoluta e cinque in prima italiana. Giunge di nuovo nel nostro teatro il coreografo Hofesh Shechter, che presenterà al teatro Ariosto (28 settembre) “Barbarians”: tre capitoli dal ritmo forsennato sull’intimità, la passione e la banalità dell’amore interpretati dai talentuosi e versatili danzatori della sua compagnia. Aterballetto, il 6 ottobre, oltre a “Lego” di Giuseppe Spota, interpreta “Words and Space” (prima assoluta) con coreografia di Pokorný e musiche dal repertorio barocco. Dopo “Vader” (2014), ritorna la Peeping Tom, compagnia belga di teatro danza, con “Moeder” (madre) secondo pannello di una trilogia sulla famiglia.
Apre l’anno nuovo al Valli, il 4 gennaio, “Lo Schiaccianoci”. Il 22 febbraio è di scena una delle compagnie più attraenti della scena internazionale, il Nederlands Dans Theater 2, composto da giovanissimi dalla qualità superlativa che propone un programma eclettico: accanto a “Some other time”, straordinario esercizio nel linguaggio danzato di Lightfoot/Léon, “Solo” di Hans van Manen, ritratto di un uomo alla ricerca del suo posto nel mondo, “Feelings” del duo Eyal/Behar, in cui la fisicità assume forme ipnotiche e rituali, e infine “Out of breath” di Johan Inger, recente vincitore come miglior coreografo del Benois de la Danse.
A seguire un’altra importante compagnia: il Ballet de Lorraine propone una serata composita (il 12 marzo al Valli) “Rose-Variation”, con musica dal vivo e una scena completamente rosa, di Mathilde Monnier, coreografa francese che con le sue creazioni sfida le aspettative presentando una ricerca che si rinnova di continuo. “Opal Loop/Cloud Installation#72503” (1980) di Trisha Brown; infine “Sounddance” (1975), forse l’opera di Merce Cunningham più amata da pubblico e critica, una pièce rapida ed energica, una sorta di caos organizzato. Chiude la stagione il 6 aprile il Centre Chorégraphique National de La Rochelle-Cie Accrorap con “The Roots”, ode alla danza hip-hop.
Abbonamenti online dal 22 luglio e in biglietteria dal 3 al 10 settembre; vendita biglietti online dal 15 settembre e al botteghino dal 17 settembre. Abbonamenti particolarmente vantaggiosi per giovani, universitari e Amici dei Teatri.
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