Gazzetta di Reggio

La stagione della prosa inizia nel segno del “Bardo”

di Giulia Bassi
La stagione della prosa inizia nel segno del “Bardo”

Reggio Emilia: in cartellone ai teatri 13 spettacoli, si comincia con “Sogno di una notte di mezza estate” il 17 e il 19 novembre

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REGGIO EMILIA. Con un omaggio all’importante anniversario dei 400 anni della morte di Shakespeare, la stagione di prosa 2016-2017 della Fondazione I Teatri Reggio Emilia si inaugura con il “Sogno di una notte di mezza estate” (17 e 19 novembre) che verrà realizzato utilizzando su uno stesso impianto scenico e registico – per la firma di Elio De Capitani e Ferdinando Bruni – atto ad ospitare “A midsummer night’s dream di Britten”, incluso nella stagione lirica (18 e 20 novembre).

Torna Marco Baliani nella pièce di teatro civile “Human il canto del profughi”, di Marco Baliani e Lella Costa (dal 25 al 27 novembre all’Ariosto): i muri che si alzano, i fondamentalismi che avanzano, gli attentati che sconvolgono le città, i profughi che cercano rifugio.

Shakespeare torna ancora con MaMiMò che presenta “Coriolano” (Cavallerizza dal 17 al 21 dicembre). Nella vicenda pubblica di Coriolano appaiono fantasmi sempre attuali anche ai giorni nostri, così come appaiono le situazioni presente in un altro grandissimo classico: “L’Avaro” di Molière (24 e 25 gennaio all’Ariosto) con un Alessandro Benvenuti amaro e irresistibilmente comico.

A seguire “Tradimenti” di Harold Pinter con Ambra Angiolini (31 gennaio e 1 febbraio al Valli), del quale così scrive il regista Michele Placido: «Il Sessantotto cambiò e rivoluzionò il comportamento di un’intera generazione di giovani. Mi sono confessato e rivelato agli attori della compagnia, raccontando il mio Sessantotto e come la commedia di Pinter mi abbia toccato anche da un punto di vista autobiografico».

Un gruppo di rinomate attrici (tra cui Angela Finocchiaro e Laura Curino) sarà al Valli (dal 13 al 15 gennaio) con “Calendar Girls”, prima versione di un campione di incassi inglese che vide protagoniste Helen Mirren e Linda Basset, mentre Natalino Balasso è protagonista di “Smith & Wesson” (7 e 8 febbraio all’Ariosto); il testo dello spettacolo, con regìa di Gabriele Vacis, è di Alessandro Baricco.

“Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo, forse la commedia italiana del dopoguerra più conosciuta e rappresentata all’estero, approda all’Ariosto (25 e 26 febbraio) con la regìa di Liliana Cavani, seguita da “L’uomo dal fiore in bocca” di Pirandello (14 e 15 marzo) con Gabriele Lavia, che ne cura anche la regia, interpolando il breve atto unico pirandelliano con pezzi di novelle che affrontano il tema del rapporto di coppia.

Una storia di sport e di guerra sarà “Le Olimpiadi del ’36” di Federico Buffa (24- 26 marzo all’Ariosto). Silvio Orlando e Daniele Luchetti, rispettivamente protagonista e regista della “Scuola”, sono gli stessi che, nel 1992, portarono per la prima volta in teatro questo testo di Domenico Starnone. Lo spettacolo, allora intitolato “Sottobanco”, ebbe un successo tale da divenire successivamente un film. A distanza di anni i due ritornano dunque sui banchi di scuola (al Valli 11 e 12 aprile).

Fuori abbonamento viene portato avanti il progetto “Teatro e salute mentale” con Festina Lente Teatro, che mette in scena “L’ora in cui non sapevamo niente l’uno dell’altro”, liberamente ispirato al testo di Peter Handke, con un gruppo di attori composto da ospiti, volontari e operatori dei Centri di salute mentale di Reggio Emilia, Scandiano e San Polo, da anni coordinati da Andreina Garella. Inoltre Babilonia Teatri con Zero Favole, in coproduzione con la Fondazione I Teatri, presenta “Purgatorio”, che racconta il mondo di persone con diverse abilità esaltando le loro competenze, e facendo esplodere il loro bisogno di esserci.

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