“Festival Aperto” oltre i confini delle arti
Reggio Emilia. Il tema conduttore dell’ottava edizione è “Pianeta pensante”: musica, teatro e danza con artisti in arrivo da tutto il mondo
REGGIO EMILIA. Da sempre il Festival Aperto che di fatto apre la programmazione dei Teatri ha un titolo evocativo ed esplicativo che quest'anno, per l'ottava edizione che va dal 17 settembre al 13 novembre, è “Pianeta pensante” e attraversa quattro aree di programmazione: “Musica per il teatro e per lo spazio"; “Il suono organizzato”; “Reggioemiliadanza”; “Danza italiana". Il cartellone che contiene musica, danza, teatro musicale, non senza escursioni nella videoarte e nell'installazione, con artisti da tutto il mondo, si sviluppa in orbite grandi fra paesi e civiltà artistiche, occidenti e orienti, ma anche in orbite più piccole che sono le relazioni umane: il quotidiano, i rapporti di sangue, gli stati d'animo, il senso di sé, i piccoli poteri.
Musica per il teatro e per lo spazio. L’area progettuale per cui si ridefiniscono nuovi spazi ed il rapporto pubblico/performance, prevede l'opera “L'arte e la maniera di affrontare il proprio capo per chiedergli un aumento” su musica di Vittorio Montalti, da Georges Perec (Cavallerizza 23 e 25/09). Inoltre lo spettacolo con happening, la sound art, la video arte, le tradizioni millenarie del mondo “Reka” (sfondo in ebraico) di Yuval Avital (Valli, 1/10) e la videoinstallazione “Passage through the World” di Mohsen Namjoo, Shoja Azari e Shirin Neshat: si tratta di canti folklorici lungo la “Via della seta” per una sollecitazione poetica al dialogo interculturale (Cavallerizza 8 e 9/11).
Suono organizzato. Quest’area trova nella musica di Edgard Varèse il suo perno centrale. Dopo il concerto con l'Orchestra Haydn e il Coro da Camera Sloveno, diretto da Juraj Valcuha (in programma Janácek e Dvorák), l'Ars Ludi Ensemble diretto da Tonino Battista, propone di Varèse “Déserts” con la proiezione del video di Bill Viola (Ariosto 24/09). Il viaggio musicale prosegue a oriente, nella civiltà musicale dell'Iran con il Divertimento Ensemble e Mehraein Ensemble, diretti da Sandro Gorli che esplorano “La musica iraniana fra presente e passato” . “Atmosfere” è una maratona pianistica costruita per il Festival, con musiche da Francia e Stati Uniti, con Emanuele Arciuli, Ciro Longobardi, Andrea Rebaudengo, per un'esperienza di quattro ore (Cavallerizza, 30/10). In un contesto di ricerca anti-dogmatica è collocato il concerto di Off-Topic Ensemble diretto da Renato Rivolta che associa l'avanguardia colta al rock progressivo (Varèse, Zappa, Romitelli, Gentle Giant, Nancarrow, Metallica). Un incontro ravvicinato, tra improvvisazione, musica concreta e techno, vede protagonisti Matthew Herbert guru dell'elettronica, Enrico Rava grande del jazz e Giovanni Guidi che ha carpito molti segreti dell'un mondo e dell'altro.
Reggioemiliadanza. E’ inclusa nel Festival Aperto, oltre che nel cartellone della danza, la Hofesh Shechter Company interprete di “Barbarians” come anche lo spettacolo di Aterballetto con “Lego” di Giuseppe Spota e la prima assoluta di "Words and Space" di Jiri Pokorny. Ritorna Virgilio Sieni con la pièce “Canti" per il progetto di formazione per giovani danzatori finalizzato alla creazione di una coreografia inedita, mentre la Compagnia Virgilio Sieni, sarà protagonista di “Cantico dei Cantici”. Occasione di riflessione sulla complessità e la violenza non-pensante del presente è la performance de Les Ballets C de la B (9 danzatori/voci) del coreografo belga Alain Platel dal titolo “Nicht schlafen” (non dormire). Nella sua arte tutto sembra essere davvero possibile: infatti nella sua coreografia coesiste la musica di Mahler, la tradizione polifonica del Congo e la scenografia dell'artista Berlinde De Bryckere. Si segnala (anche questo nel cartellone della danza) la Peeping Tom con “Moeder”, mentre ritorna Cristiana Morganti, amatissima danzatrice della Tanztheater Wuppertal in una performance sulla “rabbia”, (Cavallerizza, 25 e 26/10); quindi l'evento performativo intitolato “Cinématique” di Adrien Mondot, che affianca danza, circo contemporaneo e tecnologia, della Compagnie Adrien M / Claire B.
Danza italiana. Per quest’area del Festival viene presentato il lavoro site specific di Nicola Galli “Mars” nella chiesa di San Carlo (28/10), dedicato a Marte alla ricerca di analogie e differenze con la Terra, mentre allude alla Antala Ichsinensis (pianta che cresce in India e chi la mastica sembra di essere trasformato in specchio) la pièce “Antala” di Annamaria Ajmone per una nuova tappa del suo progetto di ricerca itinerante sulle “pratiche di abitazione temporanea” costruite in spazi di funzionalità "altra" rispetto allo spazio scenico (Palazzo dei Musei).
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