Gazzetta di Reggio

«È stata la Madonna a dirmi di fare un film»

di Martina Riccò
«È stata la Madonna a dirmi di fare un film»

Emanuele Marzani, 18enne di Baiso, è lo sceneggiatore di “In fondo alla salita”: «Ho visto le scene durante l’apparizione». Domenica il casting a Mantova

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BAISO. «Durante l’apparizione ho guardato intensamente la statua della Madonna e le ho sussurato: “Mamma, non so se mi stai ascoltando oppure no, ma voglio chiederti una cosa: ti prego fammi entrare in qualche film”».

È lo stesso Emanuele Marzani a raccontare, emozionato, che cosa è avvenuto il 21 giugno del 2014. Quando, dovendo accompagnare sua zia a Sestola, nel modenese, ha assistito all’apparizione della Madonna alla veggente di Medjugorje, Viska Ivancovick. E quando, grazie a ciò che ha sentito e visto, ha trasformato un sogno in realtà. «Dopo averle chiesto aiuto – racconta il 18enne di Baiso – ho guardato per terra, addolorato, ma poi nel mio cuore ho avvertito una voce materna, una voce celeste che mi ha detto: “Figlio mio, do a te l’incarico di realizzare un film su Medjugorje”. Ad un tratto ho visto dentro di me le scene del film, come se le stessi guardando in televisione».

E dopo che ha fatto?

«Il giorno dopo l’apparizione avrei dovuto telefonare a Pietro Sarubbi (attore di caratura internazionale, conosciuto per il ruolo di Barabba nel film “La passione di Cristo” di Mel Gibson, e per tante altre partecipazioni in importanti produzioni cinematografiche americane, ndr) per chiedergli consiglio su come entrare nel cast di qualche film, e invece gli ho chiesto di recitare nel mio».

E lui?

«Non solo ha accettato, ma mi ha anche messo in contatto con gli altri attori famosi che, ora, fanno parte del cast di “In fondo alla salita”, come Giacomo Celentano, figlio di Adriano e Claudia Mori, e Beatrice Fazi, conosciuta perché ha interpretato Melina nella fiction “Un medico in famiglia”».

Di che cosa parla il film?

«È la storia di un giovane ragazzo, interpretato da me, impelagato nella palude di droga, alcol, sesso sfrenato, sballo. Ma un giorno sua madre, molto malata, gli chiede di andare a Medjugorje per comprarle l’unica medicina che l’avrebbe salvata: la “Gospa”, che in croato, e non è un caso, significa Maria. Il ragazzo, senza sapere dove e che cosa fosse Medjuogorje, parte e, dopo una serie di avvenimenti, si converte e inizia il suo viaggio verso la salita...».

La trama del film è nata all’improvviso durante l’apparizione di Sestola?

«No, già da anni pensavo a come aiutare alcuni amici persi nel mondo della droga. Purtroppo le mie parole non sortivano alcun effetto e io non sapevo davvero come convincerli a smettere. Quando ho sentito la voce della Madonna, ho trovato il modo: è stata lei a indicarmi la strada».

E così, da aspirante attore, è diventato sceneggiatore e protagonista di un film atteso non solo in Italia e in Europa ma addirittura in Argentina...

«Tutto grazie a Simone Visentini, il regista, che ha sistemato la mia prima bozza e all’associazione “Una mano dal cielo”, che si occuperà della produzione e della gestione del film».

Quando uscirà?

«Nella primavera del 2017».

E le riprese sono già iniziate?

«Cominceranno in agosto, prima dobbiamo completare il cast. Proprio per questo, domenica, ci sarà una selezione a Mantova (dalle 10.30 alle 14.30 in via Bonomi 17). Cerchiamo due ragazzi e quattro ragazze di età compresa tra i 16 e i 30 anni, con età scenica compresa fra i 18 e i 22 anni. E soprattutto, che siano reggiani».

Come mai?

«Vorrei aiutare altri ragazzi del mio territorio a realizzare il loro sogno. E poi il film sarà girato tra Baiso, il mio paese natale, e Reggio Emilia. Credo che sia una bella opportunità per la mia terra. Fare le riprese in un luogo che appartiene alla propria quotidianità, inoltre, permette di essere il più possibile vicino alla realtà, e dunque di ottenere una migliore recitazione».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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