Stavolta i “like” profumano di erbazzone e scarpazzone
In redazione lo scontro tra la fazione della pianura e quella della montagna Il duello è stato trasmesso in diretta su Facebook, alla fine ha vinto il buon gusto
REGGIO EMILIA. Da una parte l’erbazzone, avvolto da bionda pasta brisée e senza uova nell’impasto, dall’altra lo scarpazzone, con il riso nel ripieno e solo una “scarpetta” di pasta al bordo.
Sul ring della Gazzetta di Reggio, questa volta, a sfidarsi sono state le tradizioni culinarie. In tre round da dieci minuti l’uno, trasmessi in diretta sulla pagina Facebook della Gazzetta, le due compagini – Nicola e Francesco Marino del forno La Dolceria di Sesso per la fazione della “pianura”, e Luisa Bizzarri e Clementina Santi dell’associazione Carpineti da vivere per la “montagna” – hanno difeso non solo la propria – in entrambi i casi ghiotta – ricetta, ma anche la propria origine.
«Voi siete pianurini – dicevano le rezdore d’alta quota –.Il vostro erbazzone è buono, sì, è elegante e raffinato, sì, ma anche se la vostra ricetta è stata tramandata da almeno tre generazioni, non può competere con il nostro “scarpasun” che è rimasto uguale nei secoli». «Ma lo scarpazzone è troppo pesante – ribattevano i fornai di pianura –. Dopo averne mangiato un pezzo bisogna correre almeno due ore per riuscire a smaltirlo».
Dallo scontro, però, è nata una bella amicizia: i fornai de La Dolceria hanno promesso di partecipare alla festa dello scarpazzone (che si svolgerà il 9 e il 10 luglio) e hanno annunciato di voler organizzare, a loro volta, una festa dell’erbazzone con la Pro loco di Cadelbosco Sopra. Perché, al di là della provenienza, l’importante è schierarsi dalla parte del buon gusto.
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