Da Reggio a Milano per il “Boss” C’era anche il Liga: «Lo ammiro»
MILANO. Fedeli negli anni e nei secoli. Domenica allo stadio di San Siro a Milano Bruce Springsteen e la sua E Street Band sono tornati a suonare in Italia a tre anni dall’ultimo tour. Tutto normale:...
MILANO. Fedeli negli anni e nei secoli. Domenica allo stadio di San Siro a Milano Bruce Springsteen e la sua E Street Band sono tornati a suonare in Italia a tre anni dall’ultimo tour.
Tutto normale: lo stadio pieno sino al limite, con oltre 80mila paganti, un concerto impressionante oltre le tre ore e mezza e una grande presenza reggiana. C’era anche Ligabue che, finito lo show, non ha potuto non commentare il suo mito: «La sensazione che ho sempre avuto su Bruce Springsteen è che, consapevole della fortuna del proprio talento, abbia sempre lavorato tantissimo per dimostrare (o dimostrarsi) di meritarselo. Questo è uno dei motivi per cui lo ammiro. Si è preso un impegno con chi lo segue: dare ogni volta niente di meno del suo meglio. È un impegno che ha sempre mantenuto».
Gli spettatori partiti dalla nostra provincia erano alcune centinaia, senza distinzione di zona e di età. Dalla montagna come dalla Bassa, ragazzi 20enni e coetanei di Springsteen, c’era davvero di tutto. Chi si è accordato per viaggiare insieme, in auto e coi pullman, chi si è fatto un week end milanese e chi si è ritrovato a San Siro di fronte ad amici di cui non sospettava la comune passione. D’altronde l’amore reggiano per il musicista del New Jersey è di lunga data, e confermato nel tempo. Ogni tournée italiana vede spostamenti di massa verso le varie sedi, e San Siro non ha smentito l’abitudine.
Oggi si replica ancora a Milano, il 16 luglio al Circo Massimo a Roma, e tanti appassionati si stanno preparando al bis se non alla tripletta, per godersi tutte le date nostrane. Le sfacchinate e il costo certo non a buon mercato del biglietto non spaventano più di tanto, perché il premio gratifica come sempre. L’E Street Band ha regalato la consueta cavalcata di quasi quattro ore senza mai prendersi una pausa, dalle 20 a mezzanotte in un tunnel da cui nessuno voleva uscire. Nel 2016 poi l’occasione era speciale, il tour è dedicato a uno dei dischi più amati, The River, in gran parte riproposto nella lunghissima scaletta che ha alternato qualche novità e tanti classici.
E le lacrime di emozione, per le varie Born to Run, Beacuse the Night o la corale, infinita Badlans, non sono mancate, guardando altre 80mila paia di braccia muoversi a tempo. Ci si vede alla prossima, reggiani.
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