Max fa sognare il Mirabello
Il cantautore ringrazia il pubblico: «Ogni live è un debutto»
REGGIO EMILIA. Il grande palco al centro del rettangolo di gioco dello storico Mirabello, quattromila persone ad acclamarlo e alle 21.30 puntuale lui, il timoniere dell’Astronave Max Live 2016 pronta a decollare insieme alla rassegna estiva Mirabello Aria Aperta. È con oltre due ore di concerto che Max Pezzali ha stregato il pubblico reggiano catapultandolo negli anni Novanta con successi che dal primo indimenticabile album del 1992, “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, sono arrivati fino alle ultime creazioni come “Due anime” e “Non lo so”. L’età media degli accorsi allo stadio, sui trent’anni, faceva infatti trasparire attese che non sono state deluse: compiere un viaggio nel tempo e nei ricordi, insieme ai più giovani che gli 883 non li hanno visti nascere ma che conoscono comunque a memoria ogni brano. È andata infatti sul sicuro l’agenzia reggiana organizzatrice, la Medials Live di Roberto Meglioli, con Max Pezzali non si sbaglia, a parte qualche congiuntivo tra un brano e l’altro risolto con la simpatia di chi ammette «Il mio italiano è da migliorare» e suscita l’ilarità generale: ora all’appello mancano Negramaro (il 15 luglio) e gli Afterhours (16), con antipasto servito dall’Officina del Battagliero (12 luglio). E quando il Mirabello chiama, la sua Reggio risponde arrivando a piedi, in bici o parcheggiando nelle vie limitrofe per non farsi trovare impreparata all’apertura dei cancelli delle 19, seguita da un panino e una bibita mentre si chiacchiera all’ombra dell’unica tribuna rimasta e dei palazzi che, affacciandosi sul campo, creano un vero effetto di comunità. Cappellino e maglia neri con scritto semplicemente Max, l’artista ha giocato subito a carte scoperte ammettendo che «Ogni live per me è un emozione, un debutto» e scherzando poi con il suo pubblico in stile The Voice, il talent a cui Pezzali ha partecipato per il palinsesto Rai.
«Tante volte stando su quella poltrona mi sono chiesto se qualcuno si sarebbe girato per me e ore chiedo a voi di voltarmi le spalle e girarvi soltanto se lo riterrete opportuno» ha detto, ottenendo l’immediato consenso cantando “Gli anni” e facendo scattare l’applauso generale. Lo spettacolo è stato studiato per alternare spazi di ballo sfrenato, con due mix in stile disco tra “Jolly blu”, “Bella vera”, “Nella notte” e “Non me la menare”, a momenti di grande commozione con chitarra e voce con “Io ci sarò” e “Nient’altro che noi”.
E ancora accendini e cellulari spiegati per “Come mai”, lacrime e risate con gli spezzoni dei film anni Novanta proiettati sul maxi schermo, stelle filanti e coriandoli sparati al cielo e il selfie finale per ritornare a un presente di social network oberati di condivisioni di foto e frasi del concerto: a chiudere un «grazie» reciproco tra palco, spalti e parterre.
GUARDA LA FOTOGALLERY
E COMMENTA
www.gazzettadireggio.it
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
