Alla scoperta dei segreti del Teatro Ariosto
Reggio Emilia: stasera la visita con la Gazzetta nel cantiere del restauro. Venite anche voi
REGGIO EMILIA. È rimasto arrotolato per 35 anni, come un vecchio tappeto che non si sa dove appoggiare. Ma stasera, finalmente, il sipario del Teatro Ariosto si mostrerà alla città in tutto il suo splendore.
Anche se non è stato ancora del tutto restaurato (l’intervento dovrebbe concludersi entro il prossimo 24 luglio), il velario dipinto da Anselmo Govi – che fu direttore dell’Istituto d’arte Gaetano Chierici e presidente della Cooperativa dei Pittori e Decoratori di Reggio Emilia, e, oltre al sipario, dipinse anche la cupola del teatro –,saprà conquistare il pubblico presente.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-reggio:tempo-libero:1.13766639:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.gazzettadireggio.it/tempo-libero/2016/07/03/news/mercoledi-alla-scoperta-del-sipario-restaurato-1.13766639]]
Non solo per le sue incredibili dimensioni (oltre cento metri quadrati), ma anche per il contenuto in esso raffigurato. Il sipario rappresenta l’insigne poeta Ludovico Ariosto mentre declama i suoi versi in una corte ideale, posta probabilmente nel giardino della sua casa natale, il Mauriziano, davanti a una platea di illustri personaggi del suo tempo: Iacopo Sannazzaro (poeta e umanista italiano, autore dell’Arcadia da cui successivamente, alla fine del ’600, prese il nome l’accademia romana), Michelangelo Buonarroti (scultore, pittore, architetto e anche poeta) e vicino a lui, non a caso, Vittoria Colonna (nobildonna appassionata di arte e poesia). E poi ancora Baldassarre Castiglione (famoso autore de “Il cortegiano”), la poetessa Veronica Gambara, Pietro Bembo (autore di quelle “Prose della volgar lingua” che influenzarono la terza, e definitiva, edizione del Furioso) e Isabella d’Este (che Ludovico Ariosto omaggia nel suo poema dandone il nome alla fanciulla, pura e buona, amata da Zerbino).
Durante la visita al teatro, il presidente della Fondazione I Teatri, Giuseppe Gherpelli, spiegherà il progetto di recupero e quindi i personaggi e i vari significati dell’opera di Anselmo Govi. Il direttore della Gazzetta di Reggio, Stefano Scansani, porterà invece un contributo di conoscenza di aspetti ed episodi eccentrici e inaspettati della vita di Ariosto, genio della fiction cinquecentesca. Le restauratrici, dal canto loro, accompagneranno i presenti nel vivo cantiere, spiegando i materiali usati e le tecniche di consolidamento e risarcimento del dipinto. Nel risanare centimetro dopo centimetro il velario, infatti, sono venuti alla luce firme, marchi, metodi di lavorazione, segreti dei colori e tinte perdute. La Fondazione I Teatri, infine, proietterà un video che documenta le tappe del restauro, prima col velario dispiegato sul palcoscenico, ora in verticale.
La serata – libera, gratuita e irripetibile – è dedicata ai lettori della Gazzetta di Reggio.
Per partecipare basta seguire le semplici istruzioni contenute nel tagliando che trovate sul giornale: prenotarsi telefonando alla segreteria della redazione (0522-501511) e presentarsi stasera con il tagliando. L’appuntamento è alle 21 davanti al Teatro Ariosto.
Maggiori dettagli sulla pagina Facebook della Gazzetta di Reggio ---> QUI.
Vi aspettiamo.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
