Pupi Avati potrebbe girare un film sui Nomadi
Novellara: Beppe Carletti: «Per ora se ne sta parlando, è una cosa positiva»
NOVELLARA. La notizia che il regista, sceneggiatore, produttore cinematografico e scrittore bolognese Pupi Avati starebbe pensando a un film sui Nomadi e Augusto non ha sorpreso nessuno a Novellara. Perché in realtà è una voce che in paese circola da tempo. Nei favolosi anni Sessanta, Avati ha vissuto pienamente la stagione che ha visto esplodere, fra il Po e la via Emilia, un esercito di talenti musicali emiliani, come Lucio Dalla, Francesco Guccini, Vasco Rossi, Gianni Morandi, Ligabue, Pierangelo Bertoli, Zucchero, Caterina Caselli, Carmen Villani; e, fra i gruppi, i Pooh e I Nomadi.
Inizialmente ha anche tentato una carriera nel jazz, come clarinettista con la Doctor Dixie Jazz Band, stroncata dall’ingresso nella band di Lucio Dalla. Nel 1979, poi, ha collaborato ad uno spettacolo televisivo con i Pooh. Nei suoi tanti film l’amore e la passione per la musica e per la sua terra sono una costante. Quindi è inevitabile che abbia interesse per i Nomadi, da 53 anni testimoni di quella temperie, continuamente rivisitata negli anni in chiave moderna, con immutato successo. Non c’è nessuno che più di lui possa raccontare e far rivivere la loro storia e le atmosfere della loro avventura. Sull’onda di quelle voci, fra il 2012 e il 2013 sono stati pubblicati quattro libri in tema: “Le tue parole al vento. Racconti di un lungo viaggio insieme ad Augusto” (R. Fantuzzi); “Io vagabondo, 50 anni di vita con I Nomadi” (B. Carletti); “Ma che film la vita. Augusto Daolio dei Nomadi” (V.Ariosi, E. Carletti); “Bila Nomade, è cominciata così” (Bila).
Beppe Carletti, che ha appena incontrato Pupi Avati a Roma, non smentisce: «Di un film sui Nomadi se ne sta parlando, naturalmente per noi sarebbe un grande onore; intanto ne parliamo, il fatto che se ne parli vuol dire che qualcosa bolle in pentola, poi si vedrà».
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