Gazzetta di Reggio

Una notte sulle note del Peri

di Giulia Bassi
Una notte sulle note del Peri

Domani ai chiostri di San Pietro gli studenti dell’istituto suoneranno Beethoven

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REGGIO EMILIA. Come accade da qualche anno, ritorna nel cartellone di “Restate” l’orchestra dell’istituto musicale Peri, una realtà oramai consolidata, formata dai ragazzi più grandi, una sessantina, che rientrano nel sistema delle orchestre giovanili e infantili d’Italia.

La nostra scuola da anni porta avanti un progetto articolato in questo senso, che funge da esempio per altri conservatori. E così gli allievi, abituati a stare in orchestra fin da bambini, sviluppano la passione e quelle competenze che permettono loro, una volta diventati grandi, di suonare brani del repertorio sinfonico più blasonato come quello che ci viene proposto domani sera ai chiostri di San Pietro, alle ore 21.30 diretta da Carlo Menozzi: un tutto Beethoven comprendente le Sinfonie n.1 e n. 5 e l’Ouverture dell’Egmont.

«È dal 2012 che ci siamo e riusciamo a preparare dei programmi sinfonici che esulano dall’etichetta di saggi scolastici, per essere dei concerti veri e propri che possono interessare un pubblico vasto – spiega il direttore Carlo Menozzi –. Siamo partiti con una serata barocca, in cui ho fatto anche il solista, quindi ci siamo allargati proponendo un repertorio più complesso con la Simple Symphony di Britten, l’anno scorso abbiamo eseguito la prima Sinfonia di Schubert e quella di Beethoven che abbiamo tenuto in programma anche per quest’anno».

Menozzi, nato a Carpi, da tempo è docente di violino all’istituto Peri, lavoro che svolge accanto ad un nutrita attività da solista (sabato, ad esempio, suona Vivaldi nella chiesa della Pietà a Venezia). In questi anni ha coltivato l’interesse per la direzione d’orchestra, nato proprio nel periodo in cui suonava accanto a direttori del calibro di Maazel, Sawallisch, Muti. Negli anni ha avuto esperienze formative, tra gli altri con Vladimir Delman, quando è stato primo violino dell’orchestra giovanile della Toscanini ma anche con Daniel Oren che gli ha fatto dirigere delle prove. «Mi piace molto lavorare per formare questa orchestra, anche se è faticoso – racconta – le prove sono iniziate a febbraio e i ragazzi sono impegnati in altre attività: molti ad esempio devono affrontare l’esame di maturità. Ma per la loro formazione musicale è basilare, basta solo il fatto di capire quando devono emergere, in quanto suonano il tema principale, oppure devono accompagnare; e poi ci sono tutte le tecniche legate ad esempio all’uso dell’arco; così se alcuni di loro proseguiranno l’attività orchestrale avranno già delle valide competenze. Tra l’altro studiano sul mio materiale che è quello utilizzato da Lorin Maazel con la Cleveland. Domani so che avrò una bella reazione da parte loro, anche perché il programma è appassionante. Ma prima, nel tardo pomeriggio, ci aspetta un’importante prova d’acustica che sarà fondamentale, avendo sempre suonato al chiuso».

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