Don Chisciotte incanta tra movimenti e parole
E domani l’ultimo appuntamento ai chiostri con il gran galà
REGGIO EMILIA. «Svegliarmi un giorno… ed essere normali. Ma la follia è l’unico rifugio. A volte non si può scendere a mediazione e tutti noi abbiamo delle differenze, chi di noi amarle sa? Gli uomini si comprendono con il cuore, tanti si riempiono solo di parole vuote. Ecco il punto. Mi sento un don Chisciotte, perché capisco che l’ingiustizia nasce dall’ignoranza, che si presenta come le pale di un mulino vento... Ehi sei troppo impegnato a sopravvivere, non impari a sognare?».
Queste sono soltanto alcune delle frasi ideate dai ragazzi di K-Lab (il laboratorio diversamente creativo che sviluppa progetti di comunicazione e design di alto profilo attraverso le capacità inaspettate di ragazzi diversamente abili) che l’altra sera, ai chiostri di San Pietro, hanno introdotto “Don Chisciotte” coreografia di Eugenio Scigliano. Dalla loro presenza e dalla partecipazione alle prove è nato un progetto vero e proprio: da una parte i danzatori, artisti che attraverso il corpo hanno raccontato la storia dell’eroe cervantino, e dall’altra un gruppo di ragazzi disabili, speciali, che hanno utilizzato la parola scritta come ponte fra i loro gesti inadeguati e un cervello intelligente, capaci di esprimere attraverso la scrittura un mondo interiore ricco e creativo. «È stato fatto un lavoro insieme che è cominciato alle prove e così reciprocamente abbiamo incominciato a dialogare – spiega Hektor Budlla, danzatore albanese che ha preso parte alla coreografia –. All’inizio ci guardavamo molto, come per studiarci reciprocamente, poi abbiamo chiesto cosa pensavano e ci sono state delle reazioni molto vere, spontanee senza filtri; reali e profonde al tempo stesso. Con parole semplici, sono riusciti a comunicare in modo impressionante. A nostra volta, noi danzatori siamo rimasti impressionati dal fatto che si emozionassero subito ed in modo intenso».
I ragazzi si sono subito immedesimati in Don Chiosciotte. E non solo loro. «La storia dell’eroe della Mancha – prosegue Budlla – è simile a quella di noi danzatori, alla mia in particolare. L’ho capito quando ho scelto di fare il danzatore: da una parte c’era il mio sogno, dall’altra i meschini pregiudizi, i luoghi comuni e ho dovuto combattere. Ma Don Chiosciotte, e i ragazzi hanno capito anche questo, ci insegna un’altra cosa: lui, anche dopo essere stato scaraventato a terra, è sempre pronto a rialzarsi». Con questa consapevolezza nel cuore, Aterballetto si prepara all’ultimo appuntamento ai chiostri di San Pietro: in programma domani alle 21.30 il galà conclusivo con estratti da “Casanova” e “Lost Shadows” di Eugenio Scigliano, “Solo from Tempesta” di Cristina Rizzo, “Lego” di Giuseppe Spota ed inoltre “SENTieri” e “#hybrid” di Philippe Kratz, il danzatore della compagnia che da alcuni anni ha cominciato anche a creare e che ha recentemente presentato un suo lavoro allo Staatsoper di Vienna in occasione del tradizionale Galà dedicato a Nureyev. Il plauso si è tramutato da parte del direttore artistico della compagnia viennese, Manuel Legris, in un invito per il prossimo anno a realizzare una pièce a serata intera.
In occasione dello spettacolo, i possessori del biglietto potranno acquistare la pizza della Piccola Piedigrotta - Pizzaiuolo on the road.
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