«Io e i disc jockey emiliani abbiamo fatto scuola in Italia»
Reggio Emilia: Robi Bonardi racconta i suoi anni ’70: «Siamo stati d’ispirazione per le metropoli»
REGGIO EMILIA. Il mondo è cambiato quando i dj emiliani hanno iniziato a “ribellarsi” a ritmo di disco music. Ad affermarlo è Robi Bonardi, lo storico disc jockey che, insieme a Gianni Naso, Tony Roggero e altri, sotto la presidenza onoraria di Renzo Arbore, ha creato l’Associazione italiana disc jockey ed operatori dell’informazione musicale.
Dal 1974 ad oggi, Bonardi è stato anche assistente, collaboratore e consulente di importanti trasmissioni radiofoniche e televisive, musicali e d’intrattenimento per le reti Rai e Mediaset. Domani sera sarà nel cortile dello Spazio Gerra, in occasione della rassegna “Disco Emilia Garden”, e parlerà con Luca Pollini (autore del libro “Ribelli in discoteca. Quando la discomusic cambiò il mondo”, edito da No Reply, 2015) di quel mondo fatto di pantaloni a zampa e palla stroboscopica. Raccontando, tra le altre cose, di quella “Old School dj emiliana” di cui tutti lo considerano padre. «Convivo molto bene con questa definizione – spiega – e ne sono orgoglioso. La Old school è una scuola, e non lo dico solo per campanilismo e-miliano, che i più attenti e informati sapranno considerare come una vera e propria leadership nazionale, prima culla di ispirazione anche per tutte le realtà meno provinciali e più metropolitane». Di acqua ne è passata sotto i ponti dagli anni Settanta a oggi, ma Bonardi, da veterano ed esperto del settore, non mancherà di commentare la scena musicale odierna legata al mondo dei dj.
«La nostra generazione ha visto con largo anticipo tutti i cambiamenti che avrebbero inevitabilmente modificato la nostra “missione” di divertire informando, di esplorare, divulgare e ritoccare il mondo dell’aggregazione – spiega –. Eravamo consapevoli, dieci anni prima dell’avvento dei cd, di tutti i cambiamenti che industrialmente, commercialmente e professionalmente avrebbe assunto lo showbusiness musicale e discografico. Il dj è cambiato un po’ per necessità e un po’ perché sono cambiate tutte le forme dei media, dell’editoria e dell’informazione. Noi eravamo considerati allora come esempi di innovazione, provocazione e intraprendenza. Ritengo che basti avere un po’ voglia di ricordare i cambiamenti passati per non essere intimoriti da quelli di oggi».
Anche perché, in fondo, c’è una cosa che non passerà mai: la voglia di scatenarsi in pista. «Ballare – spiega Bonardi – è sempre stato un gesto liberatorio, anche se spesso connotato da narcisismo, protagonismo modaiolo o semplice atteggiamento ricreativo. Prima si ballava con generi musicali ricchi di timbriche, alternanze ritmiche o cadenze colorate che coinvolgevano il corpo per farlo diventare un tutt’uno con la musica. Oggi sono cambiati i luoghi dedicati al divertimento e molti aspetti sociali e culturali, ma la struttura di un brano ballabile può ancora suscitare movenze e coinvolgimento, diventando un momento liberatorio». Il dialogo tra Robi Bonardi e Luca Pollini si svolgerà domani sera alle 21.30 allo Spazio Gerra. La serata si concluderà con selezioni musicali di Bonardi. L’evento è organizzato in collaborazione con il ristorante Il Pozzo, che per l’occasione propone menù da 20 e 25 euro. Per info e prenotazioni, telefonare allo 0522-451300 o scrivere una mail all’indirizzio ilpozzo@libero.it.
Mostra Disco Emilia. Nonostante la chiusura di Fotografia Europea, la mostra “Disco Emilia” allestita al Gerra in collaborazione con la Gazzetta di REggio è ancora visitabile il lunedì e il giovedì dalle 21 alle 24.
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