Gazzetta di Reggio

Il trionfo di Elena Rossi Liù all’Arena di Verona

di Giulia Bassi
Il trionfo di Elena Rossi Liù all’Arena di Verona

Turandot, in 15.000 alla corte del soprano reggiano

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REGGIO EMILIA. Da tempo all'Arena di Verona non si assisteva ad un successo così pieno come il 23 giugno in occasione della prima di Turandot alla quale hanno assistito 15.000 spettatori. Nel ruolo di Liù la nostra Elena Rossi, per il secondo anno consecutivo protagonista del grande palcoscenico scaligero. «L'Arena è un luogo unico. Per carità il teatro san Carlo, il Massimo di Palermo, il teatro di San Paolo in Brasile sono bellissimi, ma questo anfiteatro è magico. Contiene 15 mila spettatori e per la prima di Turandot era pieno. Vedere prendere vita l'Arena dà un' energia fortissima a chi canta ed inoltre entrare in una scenografia importante come quella dello spettacolo ideato da Franco Zeffirelli è ancora più straordinario», ci dice Elena Rossi.

Creato nel 2006, grandioso e cinematografico questo allestimento si ispira alla Cina imperiale, alla città proibita, grazie anche ad imponenti azioni di massa, ed è impreziosito dai ricchi costumi disegnati dal premio Oscar giapponese Emi Wada. Superbo è l'inizio del secondo atto in cui si vede una specie di scatola che improvvisamente si apre per diventare il palazzo reale; incredibile l' impatto di luce e di colori che rimbalza sul pubblico che meravigliato applaude subito: è come se entrasse nella scena. Dopo Tosca, dunque un altro importante ruolo pucciniano per il nostro soprano nel ruolo di Liù che esige una voce piena, calda e morbida, capace di esprimere la devozione, la tristezza, l'amore, il sacrificio.

«Un ruolo complesso – dice Elena - che ho studiato moltissimo, perché è delicato con momenti di rara intensità, come se fosse un angelo, una persona che si dona per amore. Proprio per renderlo delicato, appare particolarmente difficile, e così l' ho studiato tantissimo». Un lavoro profondo iniziato mesi indietro e culminato il 9 luglio con l'inizio delle prove che all'Arena si tengono tutte le sere dalle 19 all’1. E l'impegno ha dato i suoi risultati, in quanto proprio la sera della prima al termine della recita, quando la Rossi si è presentata in palcoscenico, ha ricevuto un lungo applauso che provenendo dalla 15.000 persone, è apparso come un intenso boato. Il soprano reggiano in questi anni sta approfondendo il repertorio vocale del '900 italiano a partire Tosca che nei primi mesi di quest'anno ha cantato al Regio di Torino, per la regia di Daniele Abbado mentre al san Carlo di Napoli ha sostenuto il ruolo di Fedora che l'ha appassionata moltissimo. «Non lo conoscevo ma mi è rimasto nel cuore, tanto che dopo l'ultima recita non riuscivo a metter via lo spartito - commenta sorridendo -. Fedora, principessa russa, è un personaggio che mi rappresenta caratterialmente. E' una donna forte dalla spiccata personalità: vendicativa, appassionata…. Mi piace da morire… Le note che la tratteggiano le sento mie, diversamente da quelle di Liù che le ho dovute cercare…».

La ricchissima agenda di impegni per la nostra Rossi prevede prossimamente altri due nuovi ruoli che sono altrettanti debutti: un altro personaggio pucciniano - Magda da La Rondine al Carlo Felice di Genova- e la Lorelay di Catalani in Svizzera. «Sono molto contenta in questo periodo - conclude Elena Rossi - perché riesco a studiare come voglio, per poi affrontare serate impegnative come quelle di Verona con serenità, cercando di godermele fino in fondo».

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