«Poesia per curare l’uomo»
Guido Monti: «“Vola alta parola” è finita, ma tornerà»
REGGIO EMILIA. «“Vola alta parola” tornerà per dialogare con i più bravi e stimati poeti, ma anche silenziosamente con quel pubblico che, con la sua presenza partecipe, ci fa intuire che la via dell’arte come strumento di cura dell’uomo odierno, malato di tanti mali antichi e nuovi, è ancora percorribile, forse è ancora la via maestra, la via che salva».
La rassegna organizzata dal Comune alla biblioteca Panizzi è appena finita, ma il curatore Guido Monti non vede l’ora di ricominciare a... volare. «La terza edizione – racconta – è terminata con una grande poetessa, Mariangela Gualtieri. Mi ha colpito, lo dico da curatore, il pubblico, il pubblico della poesia, per parafrasare il titolo di un gran saggio di Alfonso Berardinelli e Franco Cordelli uscito negli anni ’70. Ebbene da quel tempo molto è cambiato, il pubblico odierno uscito da “Vola alta parola” non è un pubblico etichettabile, quindi riconoscibile in qualche modo. Ad ogni appuntamento c’erano visi nuovi e altri già visti, perché oggi l’arte poetica ha una platea liquida sempre diversa, quanti sono i suoi stili, le sue prossimità più o meno palesi col quotidiano o magari con una dimensione spirituale del vivere. Pensare una rassegna di alto spessore poetico – aggiunge – non vuol dire solo pensare il libro, ma anche chi questi libri li rappresenta e in qualche modo li mette in scena. Oggi, nel tempo digitalizzato e della violenza verbale, potenziata forse proprio dai nuovi canali social, l’arte poetica cerca, attraverso le sue riflessione, sonorità e dignità stilistica, di entrare negli abissi dell’umano per restituire il senso di tragica precarietà che ci appartiene».
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