Torna la Tortellata di Camplungo, al suo 20° compleanno
Sabato e domenica torna la festa dei tortelli, un’impresa realizzata dal 1996 grazie ai 200 volontari dalle anziane ai bambini
CASTELNOVO. Vent’anni di tortelli, tutti rigorosamente preparati e piegati a mano da generazioni di cuoche esperte. Sabato e domenica torna la Tortellata di Campolungo, il più grande classico ferragostano della montagna reggiana, quest’anno pronto a festeggiare il 20esimo compleanno nel paesino a ridosso della Pietra di Bismantova, nel territorio di Castelnovo Monti.
La parrocchia di Campolungo la organizza nell’area di fronte alla chiesa dal 1996, e quella che all’epoca era una piccola iniziativa locale è diventata un colosso e soprattutto il volano per decine di altre tortellate estive. Nata, oltretutto, come omaggio ai tortelli in un periodo in cui non erano un piatto così “affascinante”.
«In quel periodo la nostra parrocchia festeggiava la sagra a fine luglio, con un grande momento gastronomico in cui tutti preparavano cibo. E mancavano sempre i tortelli. Nel 1996 cercammo di organizzare la tortellata nel periodo di Ferragosto per preparare insieme i tortelli, uno dei nostri piatti più tipici. Iniziammo con 5mila tortelli, convinte che fossero troppi, e li finimmo tutti. L’anno dopo salimmo a 10mila tortelli e fecero la stessa fine», raccontano i volontari di Campolungo.
Un esercito di duecento persone fra uomini e donne, dalle anziane ai ragazzini, che per una settimana si mobilitano per predisporre l’area e per preparare a mano i tortelli. Tutto, infatti, è assolutamente artigianale. La pasta viene tirata in una stanza, in un’altra si mescolano i vari pesti (verde di erbette, patate, zucca, radicchio), nella terza si cuociono i condimenti e poi si passa alla piegatura vera e propria dei tortelli. Alla fine, tutto finisce in cucina per la scottatura, la prima bollitura dei tortelli che ne garantisce conservazione e uniformità. Una macchina rodatissima che anche nel 2016 arriverà a confezionare oltre 60mila tortelli. «Dai 10mila del 1997 siamo progressivamente saliti - proseguono - un’annata siamo arrivate a farne quasi 75mila, adesso siamo sempre attorno ai 60mila e non ne rimangono mai».
Le migliaia di persone che si radunano a cena, infatti, puntano tutto sul primo ed è molto più facile vedere un visitatore ordinare due piatti di tortelli piuttosto che puntare sulla classica accoppiata primo e secondo. E di grandi lamentele non ne sono mai arrivate, né per la qualità né per la quantità dei tortelli e dei condimenti, e neppure per i tempi di cottura, materia quanto mai delicata. Ma l’esperienza decennale serve pure a questo, e i piatti di tortelli arrivano cotti al punto giusto, senza “scotture”. Nel 2016 si aiuteranno alcune missioni africane e in questi vent’anni sono davvero tante le realtà che hanno ottenuto una mano da Campolungo. Nel frattempo, il tempo è passato anche nel gruppone: «Ci stiamo organizzando per un passaggio generazionale la palla adesso tocca ai ragazzi che sono cresciuti dentro alla tortellata. Le persone più grandi rimangono, ci mancherebbe, e sono pronte ad aiutare. Ma la responsabilità è delle nuove generazioni, senza questo passaggio e questo coinvolgimento sarebbe difficile andare avanti».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
