Gazzetta di Reggio

DAL PO AL LAGASTRELLO

DI ALBERTO CENCI
DAL PO AL LAGASTRELLO

Una passeggiata sul crinale e una pedalata nella Bassa sulla scia dei briganti

3 MINUTI DI LETTURA





DI ALBERTO CENCI

Avete mai provato, contro la calura, una refrigerante passeggiata nella storia?

Il nostro Appennino, scrigno di bellezze naturali, offre il contesto adatto per invitarci a salire in vetta, mentre gli argini del Grande Fiume, nelle ore serali o di prima mattina, pedalando, consentono di ammirarne la bellezza. Tutti e due, geograficamente opposti, ci aiutano a capire la storia del nostro territorio attraverso i secoli.

. A Monte. Il primo itinerario ci porta in intorno al Monte Acuto, al limite sud della provincia vicino al Lago Paduli-Passo Lagastrello. Ci si arriva oltrepassando Ramiseto dopo averlo raggiunto deviando a destra dalla Statale 63, antica strada militare per la Lunigiana. Un anello non particolarmente difficile, seppur a tratti impegnativo per la lunghezza e alcuni punti di dislivello. Ma ne vale la pena: quando sarete presso la sella di Monte Acuto, se il cielo è terso (e lo è spesso), potrete vedere il golfo di La Spezia e uno degli antichi cippi confinari, oltre a quello che vicino al cartello delle due province vi saluta poco prima di arrivare alla diga. (Info tecniche: i sentieri Cai sono il 659, 659a, 653 e 00; sono marcati con i colori bianco-rossi; per percorrerli ci vogliono poco più di 5 ore; il dislivello è di circa 570 metri. Vicino al lago vi è il rifugio Città di Sarzana, tel. 347-5414064, meglio telefonare, prima di partire, in caso di pernottamento).

Quando c’era il duca. Nello Stato estense, di cui Reggio era la seconda provincia, l’area montuosa occupava la maggior superficie e il Ramisetano era una frazione in parte sotto Parma (poi solo dal 1848 divenne tutta reggiana). Due libri ci aiutano a conoscere i secoli di queste cime “Contrabbandieri e dogane fra Emilia e Toscana” che studia il confine imperiale e ducale e “Le Montagne del Duca” che osserva il mondo montanaro dei due versanti. Il confine, qui, sviluppava il contrabbando, come si evince dal primo testo: «Clandestinamente s’importa e si esporta di tutto, nelle ceste degli spalloni. La Forza di Montemiscoso, la sera del 22 maggio 1829, è appostata alle Lame di Ramiseto quando sorprende 4 parmigiani, con frumentone, acquavite e canapa estere. Inseguiti a rotta di mulo giù per le ripe riescono a fuggire. In novembre, il Guardaboschi Pietro Farina e il Regio Dragone Domenico Cattani perlustrando l’Ospedalaccio, nelle Alpi di sopra, si accorgono che Pietro Pedrini e Giacomo Mori, anche loro parmigiani, tentano di fregarci importando formaggio, burro e lana, senza versare il dazio».

E ancora: «Il 13 luglio, l’attivo distaccamento del Cerreto appostato a Monte Tondo e precisamente alla Bocchetta di mezzo sul labbro confinante, vide pervenire dalla Toscana, introducendosi in questo Stato per strada indiretta, due persone: una conducendo due giumenti carichi e l’altra con un involto. Immediatamente, entrambi si danno alla fuga appena avvistata la Forza, la quale arresta l’uomo coi due cavalli e raccoglie il sacco dell’altro». La merce consiste in olio, lardo salato, ritagli di tela, cotone, velluto e, naturalmente, corame. Fin dall’ora i nostri “cugini” volevano fregarci...

A Valle. Gli argini del Po, nei Lidi dei comuni rivieraschi, da Brescello a Luzzara, invece offrono pedalate ristoratrici. La corrente fluttua anche qui tra una storia ricca e sconosciuta. Sono i funzionari italici del Regno napoleonico che da Milano, nel 1813, chiedono al Viceprefetto di Guastalla lumi sui delinquenti locali. E lui, ligio, subito invia l’elenco delle persone sospette e irrequiete. Lo racconta il volume “Individui torbidi e sospetti” che narra la malavita e la società di due secoli nella nostra Bassa: dal nome delle Signorine di Villa Rotta agli osterianti che popolavano bettole e osterie dei paesi padani. E c’era poco da scherzare, allora, chi rubava anche solo una camicia o un alveare finiva in galera. Oggi, mal che vada, ti eleggono…

*fondatore della casa editrice

Antiche Porte

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google