Gazzetta di Reggio

Due reggiani in trionfo nell’estate lirica del Rossini di Pesaro

di Giulia Bassi
Due reggiani in trionfo nell’estate lirica del Rossini di Pesaro

I coristi Sassi e Schiatti del teatro Comunale di Bologna raccontano il successo al celebre festival marchigiano

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REGGIO EMILIA. L'estate lirica italiana vuol dire Pesaro con il suo Rossini che tiene banco nelle settimane centrali d'agosto con tre opere, concerti e un'accademia per le giovani voci. Quest'anno un successo stellare l'ha avuto "La donna del lago" la cui direzione, quella di Michele Marotti ritenuta la bacchetta rossiniana più convincente del momento, insieme alla regia di Damiano Michieletto vivificata da una fascinosa scenografia, e soprattutto al cast stellare con i tenori Juan Diego Florez e Michael Spires, hanno contribuito a mandare in visibilio il pubblico.

Come da sempre accade, il Teatro Comunale di Bologna presta al festival l'orchestra ed il coro, una quarantina d'elementi. Del quale fanno parte i due reggiani Roberta Sassi, mezzosoprano e Ettore Schiatti basso. Chiaramente soddisfatti dell'accoglienza, godono di questo sensazionale trionfo che ha trovato conferma alla seconda replica (altre repliche questa sera e il 17 agosto).

«Quando dirige Mariotti che conosciamo è sempre una garanzia - commenta la Sassi - hanno fatto il resto le voci di Florez, Spires e della giovane georgiana Salome Jicia. Mariotti conserva sempre una speciale umanità. Ho ancora in mente, quando al termine della prima recita, dopo gli applausi e a sipario chiuso è venuto da me è mi ha detto “ho visto tuo figlio Stefano in palco!”. Questo la dice lunga sul modo di rapportarsi con noi da parte sua».

La Sassi e Schiatti, lavorano stabilmente a Bologna da una ventina d'anni; fino al 2008 con loro vi era anche il tenore Claudio Barbieri, scomparso prematuramente. Amano quello che fanno anche perché prima di essere coristi sono musicisti. Schiatti è anche flautista, mentre la Sassi dopo il diploma in violino al Peri, ha frequentato la Scuola di musica di Fiesole nella classe di Piero Farulli. Solo dopo aver suonato una decina d'anni in varie orchestre, ha cominciato a fare audizioni nei teatri come artista del coro, cantando prima alla Scala, a Torino, per divenire stabile al Comunale nel 1998. «Passare i concorsi internazionali per entrare fissi nelle compagini artistiche è molto difficile - commenta Schiatti - oltre alle arie d'opera e da camera che si devono eseguire è richiesta un'ottima conoscenza della musica sia dal punto di vista della lettura a prima vista sia dal punto di vista dello stile. Infatti una delle prove di concorso è l'esecuzione di un brano piuttosto complesso per quartetto vocale che si deve studiare in 15 minuti. Il giudizio della commissione riguarda l'interpretazione musicale, ma anche ci si integra con gli altri. Da qui si comprende che un solista non è detto che sia anche un buon corista se non si riesce ad integrarsi con tutti».

Il repertorio che i due artisti eseguono nelle stagioni bolognesi è molto ampio: dal ’500 ai giorni nostri, sia operistico che sinfonico, e ciò richiede una grande duttilità del mezzo vocale, una conoscenza degli stili più svariati e resistenza fisico-vocale non comune. «Si canta tutti i giorni - continua Schiatti - magari passando da Palestrina a Stravinsky, da Gluck a Puccini. Si tende a non considerare tanto il nostro un lavoro ma è un mestiere altamente specializzato. In questi ultimi anni i continui tagli ai teatri ci hanno messo in grave difficoltà: l'organico è sempre più assottigliato e anche qui siano soltanto in quaranta. Un po' pochi, tenendo conto del vasto spazio costituito dall’Arena Adriatic». Ora dopo Pesaro i coristi bolognesi saranno impegnati in una tournée in Giappone con la rappresentazione di Turandot. mentre la stagione del Comunale di Bologna s'inaugurerà con "Il ratto dal serraglio", spettacolo in scena anche al Valli il 12 e 17 febbraio.

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