Finardi suona Sugo, quarant’anni e non sentirli
Il cantante milanese si è esibito venerdì sera alla centrale Enel di Ligonchio fra centinaia di persone
LIGONCHIO. Musica ribelle al freddo, e alla nostalgia. Venerdì sera Eugenio Finardi ha concluso a Ligonchio una delle porzioni più corpose del suo “40 anni di Musica Ribelle” tour, dedicato al 40esimo anniversario dall’uscita di Sugo, l’album della Cramps con Musica Ribelle e La Radio. Il 12 agosto a Ligonchio il clima non era dei più estivi, in compenso il panorama ha regalato impressionanti suggestioni. Finardi e la sua band hanno suonato alla centrale idro-elettrica Enel del paese appenninico, di fronte al lago e proprio a ridosso delle vette che risalgono sino a duemila metri. Le uniche luci visibili erano quelle del concerto, in un ambiente di innegabile effetto che ha radunato parecchie centinaia di persone, molte bardate a dovere con giacche e cappellini per sconfiggere l’aria freschina. Lo stesso Finardi, in arrivo da tappe fra Sicilia e Abruzzo, si è detto sorpreso del clima, e pure delle distanze: «Quando siamo arrivati in albergo a Reggio Emilia eravamo convinti di essere a posto, invece la strada era ancora parecchia». Per loro e soprattutto per gli spettatori ne è valsa la pena. Il cantante milanese, affiancato da una band giovane, duttile e dinamica, ha regalato quasi due ore di musica intensa mostrando un’eccellente forma vocale. Non è più quello di “Sugo”, ma il timbro rimane emozionante, così come la capacità di ballare fra i registri e i toni per adeguarsi alle canzoni. Come da copione del tour, Finardi ha iniziato con una selezione dei suoi classici, dalla metà degli anni ’70 ad oggi. Piccoli classici come Le ragazze di Osaka, Dolce Italia, una robusta versione della bellissima Un uomo e la cover di One of Us di Joan Osborne, trasformata in Uno di Noi. A metà sera, la band si è dedicata alla versione quasi integrale di “Sugo”, direttamente dal 1976, invertendo l’ordine di esecuzione rispetto alla scaletta dell’album. Un trucco efficace per arrivare a chiudere col brano più atteso, Musica Ribelle, con Finardi al mandolino elettrico che caratterizzava anche l’origine e tutto il pubblico a cantare il ritornello in coro. Dopo gli applausi e una brevissima pausa, il saluto affidato a due bis, la storica Extraterrestre e la Amore Diverso dedicata alla figlia disabile. Una versione lenta e solenne conclusa con un richiamo a The lion sleeps tonite, perfetto congedo sonoro prima dei fuochi artificiali sul lago che hanno mandato tutti a nanna.
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