Gazzetta di Reggio

san polo d’enza

Moni Ovadia in piazza Sartori per cantare la storia del pacifismo

Moni Ovadia in piazza Sartori per cantare la storia del pacifismo

SAN POLO. Parole e suoni contro la guerra, intonate da una delle voci più fascinose e conosciute d’Italia. Lunedì 29 agosto il centro di San Polo d’Enza ospiterà una serata che già sta generando...

2 MINUTI DI LETTURA





SAN POLO. Parole e suoni contro la guerra, intonate da una delle voci più fascinose e conosciute d’Italia. Lunedì 29 agosto il centro di San Polo d’Enza ospiterà una serata che già sta generando tanto fermento, lo spettacolo di Moni Ovadia “Signornò - Letture e canzoni contro la guerra”. L’appuntamento è alle 21 in piazza Sartori per un evento a ingresso gratuito organizzato dall’attivissima Anpi di San Polo assieme al Comune.

Al centro, uno dei grandi nomi del teatro e dell’impegno politico-culturale in Italia nell’ultimo mezzo secolo, il 70enne Moni Ovadia, attore e autore milanese di origine ebraica sefardita, uno dei maggiori cantori della cultura khassidica, un ramo della cultura ebraica est-europea ashkenazita sopravvissuto a fatica al ‘900 e alla Shoah, ma tutt’ora ricchissimo di spunti e interesse.

A San Polo sarà affiancato dal fisarmonicista Giampietro Marazza per una serata dedicata alla storia del pacifismo e dell’antimilitarismo culturale, quello che in questi secoli ha regalato centinaia di testi e di canzoni, molte delle quali radicatissime quantomeno nella memoria collettiva occidentale. Temi oggi decisamente attuali, e soprattutto temi che Ovadia conosce benissimo, visto che la sua lunga carriera parte proprio da questi lidi. Gli esordi di Ovadia, alla fine degli anni ’60, sono tutti in musica, seguendo lo studioso Roberto Leydi nell’esperienza del Gruppo dell'Almanacco Popolare di Sandra Mantovani. Negli anni ’70 entra a piedi pari nel rock con il Gruppo Folk Internazionale, poi diventato l’Ensemble Havadià, immerso nel cosiddetto “movimento” assieme ad un’altra leggendaria formazione milanese, gli Stormy Six.

Con loro, dà vita anche alla cooperativa l'Orchestra, uno dei primi tentativi di musica indipendente in Italia. Col passare dei decenni la sua attività si è progressivamente spostata verso il teatro e la recitazione, ed è in questi campi che ha ottenuto l’attuale fama, poi amplificata da partecipazioni televisive e cinematografiche e dall’impegno attivo. Sia sostenendo partiti politici sia prendendo posizioni forti su temi delicatissimi per un ebreo, come l’attuale ruolo dello stato di Israele. La musica non lo ha mai abbandonato, parte integrante dei suoi lavori e al centro di tante collaborazioni.

Per restare in tema, è difficile da dimenticare il suo duetto con i Modena City Ramblers nel 2005, in una magnifica versione di Oltre il ponte di Italo Calvino realizzata per Appunti Partigiani, album uscito per celebrare il 60esimo anniversario della Liberazione. (adr. a.)

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google