Quando il reggiano parlava ligure
Reggio Emilia: scoperta da Adolfo Zavaroni una scritta nella lingua pre-romana dei Liguri Frinati
REGGIO EMILIA. Anticamente il nostro Appennino non fu abitato soltanto da Etruschi e Galli Boi. Fu dimora anche dei Liguri Friniati, dai quali deriva il nome Frignano attribuito all'Appennino modenese, ma che occupavano un territorio più vasto al di qua del crinale e al di là, nell'alta Toscana e in Liguria.
Il reggiano Adolfo Zavaroni, studioso dell'etrusco e delle altre lingue parlate in Italia prima della colonizzazione romana, ne ha documentato la presenza interpretando le figure e le iscrizioni incise su numerosi reperti, fra cui un grande masso ai piedi della Pietra di Bismantova e una pietra altare nei pressi di Busana. L'ultima sua scoperta è recentissima. Grazie alla segnalazione di Stefano Mezzani, guida escursionista ambientalista di La Spezia, all'inizio della scorsa settimana è andato ad esaminare un architrave inserito nel muro esterno di una casa di Tavernelle, una frazione di Licciana Nardi in Lunigiana, a pochi chilometri dal passo di Lagastrello, cioè dal confine con la nostra provincia. Gli abitanti del borgo non sapevano cosa fosse e nessun esperto l'aveva notato.
«Si tratta - riferisce Zavaroni - di un oggetto di notevole importanza archeologica. È un manufatto di pietra arenaria consistente, di colore grigio scuro, che ha la forma di un triangolo sovrapposto a un rettangolo, alto venti centimetri e largo circa 150. Si trova murato su un palazzetto cinquecentesco all'altezza di un metro e ottanta dal piano della strada. Fu recuperato da un'antica rovina. Vi si legge un'iscrizione a bassorilievo su due righe, con cinque parole nella prima e tre o quattro nella seconda. L'alfabeto ligure, piuttosto strano, è simile a quello latino, con qualche lettera presa dall'etrusco, con molte legature e con raffigurazioni che ricordano le miniature medievali. La lettura spesso è resa difficoltosa dalle sovrapposizioni di scritte successive. Nel reperto di Tavernelle l'interpretazione della prima riga, ancora da verificare, potrebbe esseretradotta con: Il magistrato pubblico si è occupato delle terme».
Zavaroni ha al suo attivo parecchi articoli pubblicati su riviste scientifiche a stampa e on line, in particolare l'americana "academia-edu". Nel 2012 poi aveva iniziato ad esaminare una roccia alle falde della Pietra di Bismantova, nei pressi di quel Campo Pianelli su cui diversi archeologi hanno continuato le ricerche iniziate nell'Ottocento da Gaetano Chierici. Con grande sorpresa vi aveva rinvenuto una scritta, in cui ha creduto di vedere un'invocazione al dio friniate Bustros, il dio "picchiatore" affine al gallico Sucellos e al germanico Thor.
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