Cinquant’anni di “Bella Ciao”, la canzone divenuta un simbolo grazie agli emiliani
REGGIO EMILIA. È intricatissima la storia di “Bella ciao”, oggi la più nota canzone di lotta popolare al mondo, intonata dopo l’attentato alla sede parigina di Charlie Hebdo come nelle piazze turche...
REGGIO EMILIA. È intricatissima la storia di “Bella ciao”, oggi la più nota canzone di lotta popolare al mondo, intonata dopo l’attentato alla sede parigina di Charlie Hebdo come nelle piazze turche e in Kurdistan.
L’aspetto più surreale è che si tratta di un canto partigiano praticamente mai cantato durante la Seconda guerra mondiale: all’epoca, infatti, i resistenti usavano cantare “Fischia il vento”, “I ribelli della montagna”, "Pietà l’è morta”, e molto raramente “Bella Ciao”, che è diventato il simbolo resistenziale negli anni Sessanta, grazie al successo della versione di Yves Montand e allo scandalo al festival dei Due Mondi.
Anche la versione delle mondine nata a Gualtieri è postuma: è stata perfezionata dopo la guerra, e non è quindi l’ispirazione dell’originale.
La canzone “Bella Ciao” nasce poco dopo la fine della Prima guerra mondiale, unendo tracce di canti popolari italiani e francesi dei secoli precedenti con elementi di musica popolare ebraica, quella che all’epoca veniva spregiativamente definita klezmer (oggi, la stessa parola indica un genere diffuso e radicato).
“Bella Ciao” non è caratterizzata politicamente come “Fischia il vento” ed è diventata col tempo canto di lotta universale, vivendo però un periodo di appannamento negli anni Ottanta.
La canzone torna “di moda” negli anni Novanta e si può dire che la sua rinascita sia tutta emiliana. Nel 1994, infatti, i Modena City Ramblers ne incidono una versione dai toni irlandesi oggi conosciutissima e cantatissima; nel 1995, poi, i Csi di Giovanni Linfo Ferretti e Massimo Zamboni e gli Afa di Tavernelli creano il progetto “Materiale Resistente”, un omaggio in rock al cinquantesimo della Liberazione. In quegli anni, che oggi appaiono davvero barricaderi, “Bella Ciao” riprende il volo e gira mezzo mondo. E lì rimane. (adr.ar.)
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